SICILIA, il Covid e le manovre “anti giallo”. Razza “Ripristinare dotazione letti precedente a marzo 2021”

SICILIA, il Covid e le manovre “anti giallo”. Razza “Ripristinare dotazione letti precedente a marzo 2021”

 

PALERMO, 11 AGO – “Quando finì la fase critica i posti letto furono disattivati e non più caricati nel sistema. L’obiettivo è quello di riportare la dotazione al marzo 2021”. Lo dichiara Ruggero Razza, assessore regionale alla Salute della Sicilia. Una dichiarazione che un po’ sconcerta e che dimostra che alla fine non si è imparato nulla dalle ondate che si sono succedute dopo ogni regressione apparente del virus. Sembra quasi un continuo “monta e smonta” letti dedicati al Covid. Un’operazione che invece dovrebbe, forse, tradursi in una stabile struttura di difesa da un virus con il quale dovremo sempre più convivere. Lo afferma l’AIFA che prevede richiami annuali contro il Covid che non lascerà facilmente la presa. Intanto la Sicilia, con numeri da prima regione per contagi e per ricoveri, si prepara al rischio giallo mollando la presa sulle vaccinazioni. La Sicilia è la regione con meno vaccinati in percentuale sulla popolazione. Un popolo forse impaurito, di certo ormai informato, che non ha inteso finora rispondere ai richiami al dovere lanciati dalla Regione Siciliana. Ed allora, non potendo procedere ad una salvaguardia totale della popolazione siciliana, che è sorda agli appelli, l’unica difesa possibile è quella di prepararsi al peggio. Ed è quello che sta facendo l’assessore Razza. In Sicilia ci sono 731 posti letto in terapia intensiva e 3.134 posti in area non acuta- Numeri che sono (di nuovo ndr.) non sufficienti ad affrontare una nuova crisi pandemica verso la quale, stante i contagi, stiamo volando. Sono necessari almeno 4.400 posti disponibili di cui almeno 800 in rianimazione. Si analizza anche il metodo con il quale si stanno determinando i ricoveri. Secondo l’ASP ci sarebbe “un numero complessivo di ricoveri superiore a quelli dovuti in base ai dati delle cartelle cliniche dei pazienti”. Come dire che in molti non dovrebbero essere ricoverati. Un metodo di scelta da guerra che non è chiaro come dovrebbe cambiare. Per questo si annuncia una «grande novità»  sul protocollo delle cure domiciliari, annunciato dal CTS, nato dalla sinergia fra Usca e specialisti ospedalieri. In pratica sarà effettuata una valutazione  del quadro clinico del paziente e dell’idoneità della terapia, «compreso l’utilizzo dei monoclonali». Se il soggetto isolato a casa verrà giudicato curabile con una certa terapia domiciliare, «scatterà la visita del personale dell’Usca territoriale di riferimento – ha detto l’assessore – con un medico specializzato per la somministrazione».

Ed intanto la popolazione siciliana in agosto sta aumentando di circa il 50% tra turisti e rientri per le ferie di coloro che vivono all’estero. “Circa due milioni e mezzo di cittadini, fra turisti e siciliani residenti altrove che tornano per le ferie, in carico al sistema sanitario regionale”, afferma Razza.

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