Prestazioni sessuali con minori pagate con i soldi dell’elemosina: arrestati PRETE e madre di minore. L’accusa è prostituzione minorile e pedofilia.

Prestazioni sessuali con minori pagate con i soldi dell’elemosina: arrestati PRETE e madre di minore. L’accusa è prostituzione minorile e pedofilia.

 

TERMINI IMERESE (PA), 4 AGO – E’ di Termini Imerese la donna arrestata in Umbria, insieme ad un sacerdote, don Vincenzo Esposito (il nome del prelato è ormai stato reso noto sul web), anche lui siciliano (di Caltavuturo, nel palermitano) . Il sacerdote, parroco di San Feliciano in Magione, un piccolo borgo in provincia di Perugia, faceva leva sulle difficoltà economiche della famiglia della madre del minore, consenziente, affinché quest’ultimo gli inviasse filmati pedopornografici di masturbazione dietro compenso in denaro. Il sacerdote siciliano, secondo quanto accertato dalla Procura, avrebbe intrecciato rapporti di natura pedopornografica a pagamento anche in altre occasioni e con altri minori appartenenti a nuclei familiari economicamente in difficoltà. Scrive la Procura che dalle intercettazioni telefoniche e telematiche risulta che il sacerdote (arrestato per prostituzione minorile aggravata e ora rinchiuso nel carcere di Spoleto) era «solito contattare ragazzi minorenni di sesso maschile originari di Termini Imerese e delle zone limitrofe con i quali effettua delle videochiamate a sfondo sessuale mediante le applicazioni whatsapp o messenger, chiamate durante le quali i minori compiono atti di autoerotismo dietro la promessa e corresponsione di somme di denaro che poi vengono caricate dall’indagato su carte post pay in uso ai minori».  

Un’accusa gravissima sulla quale le indagini però continuano volte ad accertare gli effettivi contatti tra i minori, quattro quelli rientrati nell’inchiesta della magistratura. Vincenzo Esposito sarebbe stato «solito intrattenere rapporti telematici di natura esclusivamente sessuale con soggetti di minore età – scrive il gip di Palermo Fabio Pilato – inducendoli a compiere atti di autoerotismo, talvolta in presenza fra di loro, dietro la promessa e corresponsione di somme di denaro che vengono caricate sulle carte post pay in uso ai minori stessi».

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