ARTICOLO UNO, “nomine inconferibili: troppo NERVOSISMO e nessuna risposta. La reazione scomposta di Musolino e Previti dimostra nervo scoperto”

 

ARTICOLO UNO, “nomine inconferibili: troppo NERVOSISMO e nessuna risposta. La reazione scomposta di Musolino e Previti dimostra nervo scoperto”

Articolo Uno e l’On. Timbro hanno posto una questione con rigore e civiltà: nessuna offesa

MESSINA, 20 AGO – REPLICA DI ARTICOLO UNO con NOTA STAMPA – Domenico Siracusano, Segr. Prov.le

In riferimento alle notizie di stampa che segnalano le reazioni delle Assessore Comunali Carlotta Previti e Dafne Musolino, ci troviamo costretti ad intervenire anche in ragione dei tanti attestati di stima e della vicinanza che in tante e tanti ci hanno voluto esprimere.

Come Articolo Uno, e a seguire l’on. Maria Flavia Timbro, anche nella qualità di Responsabile Nazionale Legalità del nostro partito, abbiamo posto alcuni interrogativi relativi al rispetto della legge che disciplina le inconferibilità (Art. 7 del D.Lgs. 39/2013), in relazione ad alcune nomine effettuate dall’Amministrazione De Luca.

Premesso che non intendiamo alimentare il clima di divisione e i toni esasperati ed esasperanti che sono in uso agli esponenti dell’Amministrazione De Luca, riteniamo necessario svolgere alcune precisazioni, con la pacatezza e la determinazione che ci contraddistinguono.

Diversamente da quanto affermano le Assessore Carlotta Previti e Dafne Musolino, che ci accusano di utilizzare “argomenti falsi, insinuazioni tendenziose e diffamatorie di un’intera squadra di governo”, noi non abbiamo offeso nessuno.

Nello specifico non abbiamo mai affermato che le due assessore fossero “dipendenti” di De Luca, abbiamo, invece, rilevato che diverse nomine e incarichi provengano dal circuito FENAPI. E questo è un fatto inequivocabile.

Diversamente da quanto sostenuto dalle due esponenti della Giunta De Luca non abbiamo leso l’onorabilità di alcuno: non abbiamo, infatti, espresso giudizi di merito né sulle persone né sulle attività da loro svolte (giudizi che – va evidenziato – sarebbero stati politicamente legittimi e che sicuramente sarebbero stati diversificati da persona a persona), abbiamo semplicemente posto una questione, quella delle nomine inconferibili, con rigore e fermezza, ma, anche, con la civiltà che dovrebbe caratterizzare ogni confronto politico.

Le reazioni fin troppo stizzite delle due assessore dimostrano che, forse, abbiamo colpito nel segno, toccando un nervo scoperto. Previti e Musolino hanno introdotto argomenti che nulla hanno a che fare con le questioni poste, lo hanno fatto con toni violenti ed intimidatori, segnalando una evidente difficoltà a sostenere nel merito le proprie ragioni.

In particolare l’Assessora Musolino è andata molto oltre, utilizzando argomenti diffamatori e meschini , alludendo ad ambiti professionali e personali, mal celando – ci pare – la volontà di intimidire il proprio interlocutore politico. E non sembra che siano gli unici segnali che arrivano o arriveranno in questa direzione.

Per quanto ci riguarda, l’attività di dossieraggio non ci appartiene e non fa parte del nostro modo di fare politica e non la utilizzeremmo neanche se avessimo validi elementi per supportarla.

Infine precisiamo che il nostro partito, cosa per altro risaputa, non ha partecipato a precedenti esperienze amministrative come sostiene falsamente l’Assessora Musolino, quindi non è responsabile di alcun fallimento a cui il cambiamento di rotta dell’Amministrazione De Luca avrebbe rimediato.

Purtroppo, come spesso è accaduto, anche nel recente passato, quando si vuole dimostrare di essere “più deluchiani di De Luca” si rischia di incorrere in cadute di stile o peggio in azioni lesive della democrazia e del libero confronto politico, con la gravità che certi atteggiamenti assumono verso il ruolo del Parlamentare, nell’esercizio delle proprie funzioni, cosi come sancito dall’art. 68 della Costituzione Repubblicana e l’attività ispettiva definita dai regolamenti della Camera.

Ribadiamo che a noi sta a cuore il merito delle questioni poste, ed in questa direzione ci chiediamo – non avendo sin qui avuto risposta – se i responsabili dell’anticorruzione di Comune, Città Metropolitana e società partecipate abbiamo svolto il compito che la legge assegna loro e si siano assunti le proprie responsabilità.

Per quanto riguarda la nostra comunità politica, con serenità, attenderà le decisioni di ANAC e Procura Regionale della Corte dei Conti, alle quali, come abbiamo già detto, ci rivolgeremo. Qualora qualcuna delle questioni sollevate risulterà infondata, ne prenderemo tranquillamente atto, cosi come, se risulteranno fondate le nostre preoccupazioni, chiederemo semplicemente il rispetto della legge, senza esacerbare toni o assumendo atteggiamenti sopra le righe.

Alla riapertura dell’Assemblea Regionale, anche l’On. Claudio Fava, Presidente della Commissione Regionale Antimafia, avvierà i dovuti approfondimenti e gli interventi del caso sulle questioni poste.

Valuteremo solo in seguito se esistono i presupposti per rivolgerci anche alla Magistratura ordinaria per gli aspetti di loro competenza.

Al di là dei fatti di questi giorni, vogliamo sottolineare che si deve porre fine a questo modo volgare e ai limiti del ricattatorio di confrontarsi con chi la pensa in modo diverso – siano forze sindacali, Consiglieri Comunali, movimenti politici, Parlamentari o semplici cittadini, perché non è degno di una comunità civile come quella messinese.

Per quanto ci riguarda, le intimidazioni con noi non funzionano, abbiamo le spalle larghe.

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