GREEN PASS – Spettacoli saltati a Messina? Eppure basterebbero pochi minuti per vaccinarsi. In ospedale i non vaccinati

GREEN PASS – Spettacoli saltati a Messina? Eppure basterebbero pochi minuti per vaccinarsi. In ospedale i non vaccinati

 

MESSINA, 13 AGO – Saltano gli spettacoli e una parte, per fortuna solo una parte, di artisti ed organizzatori se la prende con il Governo che con il Green Pass vorrebbe “imporre il vaccino”. Ma su tutto c’è una verità che emergerà probabilmente più forte e drammatica che mai con l’arrivo dell’autunno, anche se si spera che i numeri cambino e l’emergenza attesa non arrivi. La verità è una: LA SICILIA E’ PRIMA PER CONTAGI. Prima tra le regioni d’Italia, con numeri, come ieri, davanti ai quali non è possibile fare finta di niente. Gli artisti hanno lamentato la crisi del settore ingenerata dal lockdown. Gravissima e devastante. E proprio per questo oggi si dovrebbe riflettere e non mettere sotto la sabbia la testa, perché tanto “a me non capiterà”. E’ irresponsabile ed anche pericoloso.

Non mette la testa sotto la sabbia in nome dell’economia, infatti, la Regione Siciliana, non la mette l’ASP, e continuano le sollecitazioni perché si completi quella campagna vaccinale, senza scusa alcuna da parte di nessuno, che permetta di evitare le chiusure. Perché, altra verità, la Sicilia rischia tra poche settimane di rivedere la propria vita in “giallo” con consumazioni da portare via e rischio paralisi econ0mica. D’altronde, altra verità ancora, è che negli ospedali per il 90% entrano con sintomi importanti solo non vaccinati. Il restante 10% sono vaccinati che però non presentano alcun sintomo grave. Vaccinarsi non significa immunizzarsi, ma ridurre di moltissimo il rischio di complicazioni gravi. Vaccinarsi per il Covid significa ridurre anche il rischio che un virus che non trova più praterie umane senza alcun anticorpo possano variare per adattarsi ed insediarsi in chi il vaccino non l’ha fatto, mutando pericolosamente. Un circolo vizioso e pericoloso che non farebbe mai uscire dall’emergenza i nostri cronicamente insufficienti ospedali. Bastano pochi minuti da parte di ciascuno per scongiurare tutto questo.

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