Franco De Domenico replica a Carlotta Previti: “con che coraggio parla Lei, vice sindaco…”

Franco De Domenico replica a Carlotta Previti: “con che coraggio parla Lei, vice sindaco…”

*Comunicato Stampa del segretario cittadino del Partito Democratico Franco De Domenico** 

 

MESSINA, 24 AGO – Mi trovo costretto, mio malgrado, a ribattere all’ennesimo attacco rivolto alla mia persona e al Pd, questa volta dalla vicesindaca Carlotta Previti, anche se in realtà in nome e per conto del Sindaco, che cerca di recuperare il calo di consensi, telecomandando ora uno ora l’altro dei suoi assessori, solo perché in un’intervista pubblicata domenica scorsa ho “osato” ribadire il ruolo del centrosinistra nel nostro territorio ed evidenziare quei punti programmatici che l’attuale Giunta sta disattendendo. Lo faccio perché – e non sono certo il solo – sono assolutamente disgustato dal metodo che il sindaco e i suoi cortigiani utilizzano ormai sistematicamente per provare a ridurre al silenzio qualsiasi voce di dissenso e per coprire gli scarsi risultati di gestione come quello dei rifiuti, piuttosto che della viabilità o della pandemia. 

Solo brevemente, innanzitutto, proprio alla vicesindaca “ *_con che coraggio parla*_ ” lo dico io. Lei si chiede, infatti, ‘ _dove siete stati in questi anni_ ?’, cercando di adottare l’ormai vetusto copione del “tutta colpa di chi c’era prima”. Le vorrei però ricordare che mentre io, così come molti di coloro che condividono questa esperienza politica, fino a 3 anni fa ho svolto le mie attività professionali e universitarie, senza mai occuparmi di politica, lei, viceversa, da oltre 20 anni colleziona *incarichi, in veste di consulente e responsabile di gruppi di lavoro dedicati ai temi dello “sviluppo territoriale* ”, non certo solo per la sua bravura, ma anche per la contiguità agli ambienti politici di centrodestra. Pertanto, quando cerca i responsabili di politiche che hanno causato “ _un’emorragia di massa giovanile_ ” nel nostro comprensorio, farebbe innanzitutto bene a guardarsi allo specchio: con lei, i precedenti referenti e l“attuale” mentore che gira tutte le segreterie politiche siciliane da quando aveva i calzoncini corti . 

Tuttavia -piuttosto che ribattere punto per punto a chi afferma di avere già trasformato Messina in città smart (in effetti, per citare un ultimo esempio, la gestione del controesodo ha messo in mostra tutte le tecnologie di cui dispone la città…), a chi parla di cognomi (a me?), piuttosto che di meritocrazia senza spiegare lei, nella sua carriera professionale e politica, quali concorsi ha vinto e quanti voti ha preso per ricoprire i vari incarichi – è un altro il punto che ritengo intollerabile. 

Ormai è chiaro, infatti, come la Giunta segua uno schema di comunicazione ben preciso. Di fronte a ogni voce del dissenso, sfodera toni urlati (senza dire NULLA nel merito) in mezzo ai quali inserisce sempre l’attacco alla persona, la calunnia politica. C’è sempre un parente, un amico (come quello mio fantomatico della pista ciclabile), un conoscente che sta dietro l’agire politico degli altri. C’è sempre un avversario da dileggiare, rispetto al quale insinuare il dubbio, il sospetto (vedi, da ultimo, l’On. Maria Flavia Timbro). 

Impensabile, per l’amministrazione De Luca (non rientrando nella loro visione della politica) che una forza politica possa agire nell’esclusivo interesse dei cittadini. Gli unici puri, custodi della verità e del diritto di parola sono i rappresentanti di questa amministrazione! 

Semplicemente ridicolo, una assoluta mistificazione della realtà. E su queste basi, la vicesindaca vorrebbe un confronto con il Pd? Con quei consiglieri comunali a cui è stato pubblicamente vietato l’accesso alla stanza del sindaco? 

Si mettano l’anima in pace, a partire dal sindaco, la “lupara mediatica e social” che continuano a usare, non ci ridurrà al silenzio. E, per quanto mi riguarda, parlare di coscienza civica e riformismo liberale è un doveroso richiamo ai valori che guidano la mia esperienza politica, quei valori che tutto il Pd può orgogliosamente rivendicare, al contrario di chi ha l’insulto e l’aggressione verbale come unico punto di riferimento.

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