Covid ed Ospedali in crisi in Sicilia – La provocazione del prof. Tamburino, luminare di cardiologia “I no vax paghino le loro spese mediche”

Covid ed Ospedali in crisi in Sicilia – Effetto alto numero over 50 non vaccinati. La provocazione del prof. Tamburino, luminare di cardiologia, “I no vax paghino le loro spese mediche”

 

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30 AGO –  “La preoccupazione è quella legata ai 3 milioni e mezzo di over 50 non ancora vaccinati. Questo si può tradurre in un numero più alto di ospedalizzazioni che può determinare nuove chiusure. Più persone arrivano in ospedale per Covid e meno posto c’è per i malati di altri patologie”. Lo dichiara Nino Cartabellotta , presidente della Fondazione Gimbe. E a chi sostiene che la Sicilia “è in zona gialla per colpa dei turisti”, la risposta giunge inequivocabile dal raffronto con altre regioni come la Puglia, presa d’assalto dal turismo post riapertura, ma che non ha numeri da zona gialla come la Sicilia: “Nel quadro nazionale si innestano differenze regionali importanti – ha sottolineato il presidente della Fondazione Gimbe  – questo dipende dalla circolazione del virus, dalla copertura vaccinale, e dalla percentuale di over 50 non vaccinati. La Sicilia ha la quota più alta di over 50 non vaccinati, mentre la Puglia la più bassa e la differenza si vede. Bisognerà vedere se con la riapertura delle scuole cambierà qualcosa dal punto di vista dei contagi”.

Ma il problema più grave di queste ultime ore è proprio la situazione degli ospedali. “Ospedali al collasso” vengono definiti dai sanitari che vi lavorano e che combattono ogni giorno contro quella che ancora qualcuno ha il coraggio di definire una “semplice influenza”. Le ambulanze anche al Policlinico di Messina vanno e vengono in assetto anti contagio, come le foto allegate SCATTATE STAMATTINA (con buona pace di chi può metterle in dubbio abbiamo la data di scatto). Negli ospedali di Messina si contano adesso 95 ricoverati con il COVID. Al Policlinico sono 51 (di cui 11 in rianimazione), al Papardo 28 (di cui 3 in rianimazione), a Barcellona 13 ed all’Irccs Piemonte sono 7.

 

Il professor CORRADO TAMBURINO

 

Di questo passo si corre il rischio di riempire posti letto che non potranno essere disponibili per altre patologie “ordinarie” ma che hanno anch’esse carattere di urgenza anche maggiore, come gli ictus e gli infarti. Lo sottolinea anche il Prof. Corrado Tamburino, che per coloro che non lo conoscono o che volessero metterne in dubbio la capacità ed il peso professionale, specifichiamo che è Professore Ordinario di Cardiologia, Direttore della Divisione Clinicizzata di Cardiologia dell’Ospedale Ferrarotto e dell’Ospedale Policlinico Gaspare Rodolico, direttore della Scuola di Specializzazione di Cardiologia, Capo Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e Trapianto d’organi presso l’Azienda Policlinico-Vittorio Emanuele presso l’Università di Catania. Il prof. Tamburino ha realizzato oltre 20.000 procedure interventistiche o diagnostiche in emodinamica, riguardanti specialmente l’angioplastica coronaria, stent coronarici e valvulopatie. Grazie al Prof. Tamburino, si registra il primo caso di impianto per via percutanea di una valvola biologica aortica e il primo trattamento di insufficienza mitralica con catetere tramite l’impiego di “clip”. Pertanto con voce autorevole per ciò che riguarda le presunte miocarditi che secondo fake news insorgerebbero con il vaccino. Falsità che rischiano di pesare in modo mortale sulla sanità pubblica e che stanno affossando la campagna vaccinale allontanando i dubbiosi dall’obbligo morale, finora, di vaccinarsi.

 

 

Quella di Tamburino è una provocazione, riportata su LA SICILIA, che però rischia di diventare una realtà concreta: “I no vax paghino le loro spese mediche” dice “Leggo con disagio – continua Tamburino –  le notizie riguardanti l’alto numero di contagiati Covid in Sicilia e non riesco ad astenermi dal fare un richiamo al buon senso e alla partecipazione attiva alla vaccinazione. Vaccinarsi è senso civico, è comprensione delle più elementari regole dei numeri e della statistica, è rispetto delle istituzioni e di chi si dedica alla salute del prossimo, è rispetto di se stessi e dei propri parenti e del prossimo”.

Ma c’è di più e questa non è una provocazione ma la realtà sanitaria: “Assistiamo alla riduzione dei posti letto e delle ospedalizzazioni per diverse patologie, alcune mortali, altre croniche, altre invalidanti; questo per colpa, in questo caso e contesto direi proprio colpa, di chi non vaccinato, si ammala di Covid in maniera grave e pertanto necessita ricoveri prolungati; questi sottraggono energie al normale processo di ricovero, diagnosi e cura per molte altre patologie. Infatti, forse non è noto ai più, ma di fatto non si può più ricoverare pazienti programmati nelle medicine generali, in molti reparti di pneumologia e malattie infettive.  Gli screening oncologici sono saltati o rallentati e ne vedremo e pagheremo le amare conseguenze fra qualche anno. Inoltre – continua – il personale di comparto dei vari reparti è spesso spostato sui reparti Covid, riducendosi così il numero di posti letto in molti altri reparti, con regimi di lavoro ridotti (per fare un esempio, da oltre 18 mesi nel mio reparto lavoro con 8 posti  in meno di degenza e uno di unità coronarica)”.

La mancata vaccinazione degli over 50 con la più alta percentuale proprio in Sicilia secondo Tamburino avrebbe innescato anche altri meccanismi negativi: “le liste di attesa si allungano, i costi di gestione montano, lo stress lavorativo del personale sanitario aumenta ed è inoltre esacerbato dalla incomprensione nei confronti di chi non si vaccina salvo poi chiedere aiuto a discapito di altri malati. La gestione di un singolo malato di Covid vede impegnato un numero molto più elevato di professionisti rispetto al paziente non covid, occupa stanze che altrimenti sarebbero usate da più persone, crea disagi logistici impensabili per chi non è in trincea”.

Altro aspetto da considerare e che viene innescato dalla sconsiderata campagna NO VAX messa in moto anche da chi cavalca l’onda populista dei dubbiosi e di chi ha paura è “il costo del personale dedicato alle vaccinazioni che è molto elevato, e molto spesso pagato a vuoto per mancanza di adesioni alla campagna vaccinale – dice Tamburino – Tutto questo avviene senza una razionale giustificazione del rifiuto del vaccino. La politica e le amministrazioni sono ormai da tempo in prima linea, hanno svolto bene, anzi benissimo il proprio dovere e non ci sono scuse per chi non vuole vaccinarsi. Ormai nel mondo ci sono ad oggi oltre 5 miliardi di dosi somministrate e non si può parlare (come molti dicono) di sperimentazione sulla pelle dei cittadini. Nella storia dell’umanità nessun farmaco che si definisca in fase sperimentale, ha subito così tanti test”. 

Pertanto, tutto ciò considerato, la provocazione è ribadita: “Se i costi vaccinali ricadono sullo Stato e sono volti a mettere in sicurezza la popolazione, chi non vuol vaccinarsi aderendo ad un impegno morale nei confronti di tutti, nel caso in cui costui si ammali di Covid è giusto che debba pagarsi per intero le spese del suo ricovero in ospedale” conclude Tamburino.

 

 

 

 

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