Consorzio Autostrade Siciliane: CUB Trasporti, “Ente pubblico economico ma solo per azzerare i mancati pagamenti salariali. Si prepara lo sciopero”

Consorzio Autostrade Siciliane: CUB Trasporti, “Ente pubblico economico ma solo per azzerare i mancati pagamenti salariali. Si prepara lo sciopero”

 

MESSINA, 9 AGO – La scrivente O.S., all’esito di a dir poco singolari incontri con il CAS, dallo stesso convocati ed aventi ad oggetto “CONTRATTO DI LAVORO DIPENDENTI CAS”, sebbene la scrivente abbia partecipato agli stessi come da anni dalla CUB Trasporti sollecitati, abbiamo registrato come le riunioni avessero solo il precipuo fine di informativa delle scelte e orientamenti unilaterali assunti da parte datoriale privando la dialettica naturale di incontro negoziale delle parti.
Si precisa a tal riguardo che le comunicazioni ricevute dalla concessionaria CAS in tali incontri si sono imperniati esclusivamente nella decisione di attribuire (unilateralmente) la forma giuridica del CAS “trasformandola” da Ente Pubblico non economico a Ente Pubblico Economico e che, in conseguenza di ciò, si dovrebbe ridiscutere dell’applicazione al contratto vigente (Contratto per il personale dipendente dal Consorzio Autostrade Siciliane) dove lo stesso disciplina già le materie rimesse alla contrattazione collettiva che è desunta dai contratti collettivi nazionali di lavoro per il personale dipendente da Società e Consorzi concessionari di autostrade e trafori CCNL applicato per tutti i dipendenti autostradali d’Italia.
IN VERITÀ LE NOTE OGGI PROPOSTE AVREBBERO SOLTANTO L’INTENZIONE DI AZZERARE I MANCATI PAGAMENTI SALARIALI DA RINNOVI CONTRATTUALI CHE DA OLTRE UN DECENNIO NON VENGONO RETRIBUITI.
Infatti l’odierna pretestuosa attribuzione di natura giuridica di Ente Pubblico Economico appare “l’uovo di Colombo” stante che già altre Autorità, tenuto conto dell’attività da sempre svolta dal CAS, l’ha da sempre considerata tale.

Prova ne sia che anche la Guardia di Finanza, con le onerose sanzioni enumerate in svariati milioni di euro, ha ritenuto il CAS un soggetto economico con tutte le conseguenze di legge.
Aldilà della propria convinzione circa la propria Figura Giuridica, in realtà chi ne dovrebbe determina tale natura dovrebbe essere il Ministero della Economia e Finanze. Infatti attraverso tali interventi il CAS ha saldato il proprio debito tributario quale soggetto economico-industriale.
A ciò va aggiunta la mancata corresponsione ai dipendenti CAS degli adeguamenti salariali ad oggi non pagati sebbene contrattualmente previsti. Gli stessi lavoratori, infatti, hanno subìto e continuano a subire un cospicuo danno economico causato dalla arbitraria sospensione dei rinnovi biennali economici far data dal 2009. Tale stato di fatto, come è comprensibile immaginare, si ripercuote sul futuro pensionistico dei lavoratori a causa del minore versamento contributivo che ne scaturisce.
Su tale aspetto la CUB Trasporti ha già recentemente diffidato e messo in mora il CAS, chiedendo il pagamento degli importi non ancora corrisposti in ottemperanza a quanto previsto dal CCNL Società e Consorzi Concessionari di Autostrade e Trafori, ma senza ancora ricevere alcun riscontro.
Altra problematica, mai risolta, è determinata dalla decennale carenza della pianta organica ATE che determina turnazioni in solitario con evidenti disagi per i lavoratori e per la loro sicurezza.
Infine ci si pone un grande interrogativo, già posto al CAS ma senza risposta, con riferimento alla titolarità della concessione autostradale. Infatti se si è proceduto alla trasformazione dell’Ente, è chiaro che oggi il CAS è un soggetto giuridico diverso da quello titolare della concessione
Ci si chiede, pertanto, come il MIT possa far gestire una tratta autostradale ad un soggetto privo di autorizzazione, e ciò senza tener conto dell’aspetto (anche questo non secondario) legato agli altri Enti soci che, in realtà, avrebbero diritto di dire la loro su tutti questi aspetti.
Atteso quanto sopra, la scrivente O.S. con la presente proclama lo stato di agitazione dei lavoratori del CAS, facendo decorrere dalla presente i termini per la procedura prevista, con l’auspicio che si possa addivenire ad una positiva ricomposizione della vertenza al fine di scongiurarne le effettuazioni consequenziali che determinerebbero azioni di sciopero.

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