ARTICOLO UNO, “IL PASTICCIACCIO DELLA TARI: Il Sindaco si inventa una procedura a rischio”.

RESTA UN AUMENTO CHE VA OLTRE IL 6,6% PREVISTO DA ARERA, CON IL RISCHIO DI UN PARERE NEGATIVO

IL PASTICCIACCIO DELLA TARI

Il Sindaco si inventa una procedura a rischio. Si tuteli il consiglio da pressioni indebite

MESSINA, 2 AGO – Continua la pantomima di De Luca sulla vicenda TARI. Invece che prendere atto della volontà espressa dalla maggioranza del Consiglio Comunale, il Sindaco “scopre” nella notte di aver commesso un clamoroso errore che, cioè, la prerogativa di adeguare la Tariffa sui Rifiuti spetterebbe, in Sicilia (diversamente che nel resto d’Italia), al primo cittadino e in tutta fretta produce una determina sindacale che approva il piano bocciato dall’aula. Chiede ai consiglieri comunali che lo sostengono di avanzare una richiesta di convocazione urgente del Consiglio e da incarico al Consigliere Pergolizzi di presentare ad una proposta di delibera di presa d’atto e ad approvazione della suddetta determina sindacale.

Tutto questo dopo che, con arroganza, protervia e le solite volgarità, aveva, minacciato tagli ai servizim licenziamenti e cassa integrazione per i dipendenti di Messina Servizi Bene Comune: una macelleria sociale da lui inventata e che ora, con un copione già visto, si propone di risolvere.

Ci domandiamo, visto che lui “il sindaco lo sa fare” perché nelle precedenti annualità ha fatto approvare la TARI dal Consiglio e solo ora, in zona cesarini, si è reso conto che tale competenza è nelle sue prerogative? Delle due l’una: o il Sindaco sconosceva la normativa, pur essendo amministratore di lungo corso, o il Sindaco voleva furbescamente fare approvare dal Consiglio un incremento esagerato della TARI per non assumersene la responsabilità nei confronti della cittadinanza.

Se, come sostiene De Luca, l’adeguamento TARI spetta al sindaco evidentemente negli anni precedenti si è commesso il medesimo errore facendo approvare al Consiglio. C’è da chiedersi se tali adeguamenti siano da considerarsi illegittimi con tutte le conseguenze del caso.

In ogni caso resta un fatto che, come Articolo Uno, abbiamo sollevato con forza nelle scorse settimane e a cui nessuno ha voluto o saputo dare riscontro. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha fissato i massimali delle tariffe rifiuti con diverse delibere tra le quali la più importante è la delibera 31 ottobre 2019 n. 443/2019/R/rif con relativo metodo tariffario allegato (MTR) di recente aggiornata dalla Deliberazione ARERA 24 novembre 2020, 493/2020/r/rif “Aggiornamento del metodo tariffario rifiuti (MTR) ai fini delle predisposizioni tariffarie per l’anno 2021”.

Per il 2021 il limite di crescita annuale delle entrate tariffarie non può essere superiore al 6,6% così come previsto al punto 4.4 bis dello stesso MTR dove si precisa che tale limite è insuperabile a prescindere dalla situazione emergenziale determinata dall’emergenza COVID-19 mentre il Piano Economico e Finanziario, già bocciato e adesso riproposto, prevede un incremento molto superiore a questo dato. Come pare abbia risolto la questione il Sindaco nella sua determina? Non citando entrambe le delibere ARERA ma solo la meno recente.

L’attuazione della Determina Sindacale è vincolata al pronunciamento di ARERA ma sui tempi dell’eventuale parere non c’è certezza. E nelle more cosa si fa? E se alla fine l’ARERA giudicherà non conforme l’incremento, dopo che i messinesi avranno sborsato un conguaglio TARI 2021 esosissimo, il Comune sarà chiamato a restituire i soldi? Ma soprattutto il Comune è oggi in grado di versare – in anticipo – le somme che servono a sostenere questo piano e se poi l’ARERA non conferma potremmo essere di fronte ad un ulteriore squilibrio del già precario bilancio comunale?

Siamo di fronte ad un pasticcio, con troppe domande che rimangono senza una risposta certa.

Ma in questo scenario di incertezza e confusione qual è la priorità di De Luca che come Sindaco rappresenta il Comune di Messina come socio unico nell’Assemblea dei Soci di Messina Servizi Bene Comune? La nomina del Direttore Generale. È stata questa la pretesa avanzata da De Luca in assemblea e rilanciata sui social: MSBC proceda alla nomina del Direttore Generale nella persona dell’ing. Nicola Russo. Un pasticcio nel pasticcio. Infatti la nomina di Russo, funzionario regionale e attuale presidente della SRR Messina Area Metropolitana, parrebbe rientrare a tutti gli effetti nella fattispecie delle inconferibilità come indicato dall’art 7 del Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, come per tante altre nomine già effettuate. Rispetto a questa eventuale nomina chiediamo che intervenga il responsabile anticorruzione aziendale, a cui compete per legge verificarne la regolarità.

Qualora si intendesse procedere alla suddetta nomina, valuteremo di agire con atti ispettivi, a livello regionale e nazionale, ed anche con esposti all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) e presso la Procura Regionale della Corte dei Conti per eventuali danni erariali. Non è pensabile, neanche per il sindaco De Luca, agire al di fuori e al di sopra della legge.

Siamo all’assurdo. Ieri si minacciano licenziamenti e cassa integrazione, oggi ci si inventa una procedura per resuscitare una delibera che il Consiglio Comunale ha sepolto ma la priorità del Sindaco è la nomina del nuovo Direttore Generale.

In conclusione, invitiamo le forze dell’ordine e la Magistratura, come già evidenziato dal Presidente del Consiglio Comunale, Claudio Cardile, ad attenzionare tutto ciò che sta accadendo in questa città, intorno alla vicenda TARI e non solo, e in particolare a tutela di tutti qui consiglieri comunali che liberamente hanno deciso di votare contro e che potrebbero subire indebite pressioni anche nel prossimo consiglio comunale. Siamo di fronte al rischio che le parole troppo spesso scomposte e fuori le righe del Sindaco De Luca possano determinare atteggiamenti e comportamenti irresponsabili.

NOTA STAMPA ARTICOLO UNO, Siracusano

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