MESSINACCOMUNA, “DE LUCA SBROCCA SULLA TARI, MINACCIA E …LICENZIA. L’ISTIGAZIONE E’ REATO”.

MESSINACCOMUNA, “DE LUCA SBROCCA SULLA TARI, MINACCIA E …LICENZIA. L’ISTIGAZIONE E’ REATO”.

MESSINA, 31 LUG – L’istigazione è un reato. Accusare pubblicamente alcuni di aver danneggiato oltre 100 persone, pronunziare i nomi e cognomi e poi dire alla folla indistinta: “Andateli a cercare” è, a nostro avviso, istigare. È quanto fatto dal sindaco della 13.ma città d’Italia che, col suo solito inaccettabile turpiloquio e insultante linguaggio, ha aizzato gli ascoltatori della sua diretta FB ad “andare a cercare” i Consiglieri che avevano votato contro la sua proposta di TARI, dicendo che la bocciatura dell’aumento per oltre 6 milioni causerebbe il licenziamento di 120-130 lavoratori” lo scrive MESSINACCOMUNA in una nota resa pubblica sui social.
Prima aveva ripetuto che l’aumento era dovuto a una presunta “nuova” legge che obbliga a recuperare le imposte non riscosse, dicendo due bugie: 1) il recupero in tariffa delle mancate riscossioni è un obbligo di legge dall’istituzione della TARI: nessuna “novità”; 2) il “Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità” proposto nel 2021 è 4 milioni, quanto quello del 2020. Sindaco, il fondo non cresce, quindi la TARI NON AUMENTA PER QUESTO! Piuttosto, lei dice alla città che senza l’aumento non potrà rinnovare i contratti. Vuol dire che i contratti già sottoscritti NON HANNO COPERTURA FINANZIARIA? E come ha proceduto alle assunzioni?
Ancora più grave: i nomi dei Consiglieri sono ripetuti nel comunicato ufficiale che chiude l’assemblea straordinaria dei soci di Messina Servizi, a firma del Presidente Lombardo e dell’Assessora Musolino. E lo stesso comunicato dichiara che ora (oltre a non poter assumere i 130 lavoratori desiderati) non si rinnova il contratto per 32 lavoratori a tempo determinato e si avvia la cassa integrazione a rotazione per 120 dipendenti, dichiarando anche: “Avevamo già spiegato in aula che la bocciatura del Piano Tariffario avrebbe avuto un impatto sulla spesa del personale per l’impossibilità di potere sostenere la spesa attuale”. Significa: sapevamo già che le spese del personale non erano coperte dal corrente piano finanziario, ed è per questo che avevamo un disperato bisogno dei 6 milioni di aumento.
La cassa integrazione è attivabile quando ci sono difficoltà aziendali a situazioni temporanee di mercato, non a scelte gestionali non coperte dal piano finanziario. Non è neanche pensabile che per salvare il fondo schiena a Sindaco e Presidente (come più volgarmente dichiarato da De Luca nella diretta), paghino i lavoratori.
Anziché insulti, sfide e istigazioni, Messina vuole spiegazioni, non mistificazioni”.

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