La Sicilia in tempo reale

 

Il grido disperato dei 4.571 ASU, “Noi sfruttati e dimenticati”. Il SIT-IN organizzato da CSA ASU in Prefettura e lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri

Il grido disperato dei 4.571 ASU, “Noi sfruttati e dimenticati”. Il SIT-IN organizzato da CSA ASU in Prefettura e lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri

MESSINA, 8 LUG  – Il grido disperato degli ASU, 4571 lavoratori incastrati nel limbo del non poter essere neanche considerati “precari” in quanto percettori di una misura di sostegno, dura ormai da decenni. Ed invece di essere ascoltato, viene soffocato anche dal Consiglio dei Ministri che, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha deliberato di impugnare la legge della Regione siciliana n. 9 del 15/04/2021, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2021. Legge di stabilità regionale”, in particolare la norma (art. 36 ) che prevedeva la stabilizzazione dei lavoratori ASU . Una beffa amministrativa che ha gettato nello sconforto lavoratori e famiglie che oggi, in modo programmato e nel rispetto delle disposizioni anti contagio, si sono organizzati con il sindacato CSA ASU in rappresentanza con un sit-in di protesta davanti alla Prefettura di Messina. L’obiettivo è quello rappresentato nella lettera scritta ed inviata al Prefetto di Messina da Clara Crocè, Dipartimento Regionale ASU Sicilia e da Pietro Fotia, segretario generale CSA: “I soggetti ASU non riescono a comprendere : i motivi per i quali i loro colleghi nel tempo siano stati stabilizzati in applicazione di leggi varate dall’ARS; i motivi per i quali i LSU del resto d’Italia possono godere di norme varate ad hoc, anche in deroga a normative vigenti ( piano del fabbisogno, assunzioni al di fuori della dotazione organica) mentre per gli ASU Siciliani sembra non esserci alcuna prospettiva per la stabilizzazione. Alla luce di quanto esposto la scrivente Organizzazione Sindacale chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri, tramite il Prefetto di Messina, l’istituzione di un tavolo tecnico con la partecipazione dei rappresentanti del governo Regionale, Nazionale e rappresentanti Sindacali dei lavoratori ASU , al fine di ridare dignità lavorativa a lavoratori che sono umiliati da troppo tempo”.

Clara Crocè e Pietro Fotia sono stati ricevuti stamattina dal vice Prefetto e dal vice capo di Gabinetto a cui hanno consegnato la lettera e dalla quale hanno avuto assicurazione che, unitamente al documento, partirà una relazione di accompagnamento alla lettera del Prefetto. Una situazione ben conosciuta dal Prefetto Di Stani, quella degli ASU siciliani, per la quale il prefetto stesso auspica che iniziative simili passano partire anche dalle altre prefetture siciliane.

Al sit-in di oggi hanno partecipato delegazioni di lavoratori provenienti da Villafranca, da Torrenova, Giardini, Santa Teresa e gli altri lavoratori hanno seguito la diretta della manifestazione. Il CSA continua a monitorare ente per ente le situazioni assunzionali, Gli ASU, ricorda Fotia nella lettera, che “Sono 3880 i soggetti ASU che utilizzati in maniera diretta negli uffici pubblici negli Enti Locali, nelle Aziende Sanitarie, nei Musei, nei siti archeologici della Regione Siciliana . Sono 691 soggetti ASU utilizzati dai soggetti soggetti privati sono 691. Essi fanno parte del bacino di cui all’articolo 30 della legge regionale 5/2014 e non possono essere definiti precari in quanto percettori di una misura di sostegno.

Lo svolgimento delle attività socialmente utili non comporta l’instaurarsi cli un rapporto di lavoro subordinato con gli Enti utilizzatori eppure erogano per gli Enti utilizzatori servizi e svolgono funzioni pubbliche,perché da oltre 20 anni viene negato un contratto di lavoro e i contributi previdenziali. L’assegno di utilizzo è interamente erogato dalla Regione Sicilia Non avendo un contratto non percepisco indennità accessorie come, ad esempio, il “rischio” o il “disagio”. In pratica, però, questi lavoratori gestiscono servizi essenziali. E’ innegabile che non svolgono attività di mero di supporto ai compiti d’istituto ma coprono le carenze in organico. Se i lavoratori ASU decidessero di svolgere la loro attività limitandola al supporto al dipendente, molti uffici chiuderebbero i battenti. Gli ASU non possono essere considerati come se fossero delle entità estranee all’ organizzazione del lavoro e quindi negare “il diritto alla stabilizzazione”. Gli ASU non hanno nulla a che vedere con gli ex Pip. Quest’ultimi fanno parte del progetto “Emergenza Palermo” realizzato dal Comune di Palermo e gestiti negli ultimi anni dalla Regione perché il Comune di Palermo si trovava si è trovato in una condizione finanziaria di dissesto. Si tratta, sulla carta, di “soggetti svantaggiati” inseriti nell’elenco speciale ad esaurimento con l’obiettivo di essere impiegati in attività di pubblica utilità”.

IL TESTO DELLA LETTERA DEL CSA ASU SICILIA

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Prefetto di Messina

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha deliberato di impugnare la legge della Regione siciliana n. 9 del 15/04/2021, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2021. Legge di stabilità regionale”, in particolare la norma (art. 36 ) che prevedeva la stabilizzazione dei lavoratori ASU .

L’impugnativa ha accolto i rilievi mossi dall’ufficio legislativo del Mef tra cui la copertura
finanziaria della norma, gli equilibri di bilancio, la parità di trattamento tra lavoratori e l’incompetenza dell’Assemblea Regionale a legiferare nella materia degli Enti Locali.

Tale situazione ha gettato nello sconforto 4571 lavoratori e le loro famiglie che senza alcuna colpa si trovano in un limbo, a partire dagli anni 90 (prima denominati LSU e poi ASU) continuano a essere lavoratori in nero legalizzati dalle istituzioni. Segnatamente:

  • Sono 3880 i soggetti ASU che utilizzati in maniera diretta negli uffici pubblici negli Enti Locali, nelle Aziende Sanitarie, nei Musei, nei siti archeologici della Regione Siciliana .

  • Sono 691 soggetti ASU utilizzati dai soggetti soggetti privati sono 691.

Essi fanno parte del bacino di cui all’articolo 30 della legge regionale 5/2014 e non possono essere definiti precari in quanto percettori di una misura di sostegno.

Lo svolgimento delle attività socialmente utili non comporta l’instaurarsi cli un rapporto di lavoro subordinato con gli Enti utilizzatori eppure erogano per gli Enti utilizzatori servizi e svolgono funzioni pubbliche,perché da oltre 20 anni viene negato un contratto di lavoro e i contributi previdenziali. L’assegno di utilizzo è interamente erogato dalla Regione Sicilia Non avendo un contratto non percepisco indennità accessorie come, ad esempio, il “rischio” o il “disagio”. In pratica, però, questi lavoratori gestiscono servizi essenziali.

E’ innegabile che non svolgono attività di mero di supporto ai compiti d’istituto ma coprono le carenze in organico. Se i lavoratori ASU decidessero di svolgere la loro attività limitandola al supporto al dipendente, molti uffici chiuderebbero i battenti. Gli ASU non possono essere considerati come se fossero delle entità estranee all’ organizzazione del lavoro e quindi negare “il diritto alla stabilizzazione”.

Gli ASU non hanno nulla a che vedere con gli ex Pip. Quest’ultimi fanno parte del progetto “Emergenza Palermo” realizzato dal Comune di Palermo e gestiti negli ultimi anni dalla Regione perché il Comune di Palermo si trovava si è trovato in una condizione finanziaria di dissesto

Si tratta, sulla carta, di “soggetti svantaggiati” inseriti nell’elenco speciale ad esaurimento con l’obiettivo di essere impiegati in attività di pubblica utilità.

Gli ASU al pari dei loro colleghi (ex LSU, ex legge regionale 85/1995) non hanno mai avuto la possibilità di sottoscrivere un contratto di lavoro anche a tempo determinato per ottenere quei requisiti richiesti dalle normative (art.1, comma 446 del-la legge 145/2018, art.1, comma 495, della legge 160/2019, art.1, commi 295/296 della legge 178/2020)o per ottenere la possibilità la possibilità di una trasformazione del rapporto di utilizzo in contratti di lavoro subordinato a tempo a tempo indeterminato presso gli Enti .

I soggetti ASU non riescono a comprendere :

  1. i motivi per i quali i loro colleghi nel tempo siano stati stabilizzati in applicazione di leggi varate dall’ARS;
  2. i motivi per i quali i LSU del resto d’Italia possono godere di norme varate ad hoc, anche in deroga a normative vigenti ( piano del fabbisogno, assunzioni al di fuori della dotazione organica) mentre per gli ASU Siciliani sembra non esserci alcuna prospettiva per la stabilizzazione.

Alla luce di quanto esposto la scrivente Organizzazione Sindacale chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri, tramite il Prefetto di Messina, l’istituzione di un tavolo tecnico con la partecipazione dei rappresentanti del governo Regionale, Nazionale e rappresentanti Sindacali dei lavoratori ASU , al fine di ridare dignità lavorativa a lavoratori che sono umiliati da troppo tempo.

Dipartimento Regionale ASUSicilia                                                                         Il Segretario generale

Clara Crocè                                                                                                                  Piero Fotia

No comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: