Ieri assemblea di Messina Social City organizzata da FIADEL. “Proposte per nuovo DG ad iniziare dall’abolizione della Long List”

Ieri assemblea di Messina Social City organizzata da FIADEL. “Proposte per nuovo DG ad iniziare dall’abolizione della Long List”

MESSINA, 13 LUG – Si è tenuta nel pomeriggio di ieri a Palazzo Zanca l’assemblea sindacale di Messina Social City organizzata dalla Fiadel. Obiettivo dell’assemblea la definizione con i lavoratori della piattaforma di proposte da presentare al Direttore Generale di prossima nomina. Al primo punto dell’ordine del giorno è stata posta l’abolizione della Long List della quale la stessa FIADEL, sindacato maggiormente rappresentativo, ne ha sempre sottolineato l’inutilità.
La Long List è stata voluta dalla triplice, UIL, CGIL e CISL, che nonostante abbiano sempre osteggiato la nascita della stessa Messina Social City, l’hanno promossa lasciando di fatto fuori i lavoratori ex Casa Serena, i lavoratori delle sostituzioni storiche e le ASACOM, in servizio fino al 28 febbraio 2019. Non abbiamo approvato la Long List ed oggi ne pretendiamo l’abolizione” afferma Clara Crocè di FIADEL. “Siamo stati contrari alla long list in quanto riteniamo non abbiano senso figure professionali senza effettivo e reale sbocco lavorativo come gli assistenti ai pulmini o gli addetti ai servizi tutelari. L’azienda stessa ha riconosciuto che la long list è stata un grande errore al quale oggi più che mai è necessario porre rimedio” dichiara Crocè.
“La Fiadel – continua Clara Crocè- ha da tempo presentato una una proposta per la stabilizzazione dei lavoratori e per la redazione di una graduatoria per sostituzioni brevi dei lavoratori assenti a vario titolo ( malattie, ferie , maternità ) . Da tempo chiediamo una riorganizzazione del personale e l’integrazione oraria. Non è possibile che in un’azienda possano coesistere operatori che sono contrattualizzati a 38, 27 e 24 ore settimanali e si provveda anche all’assunzione di personale tramite long list, spesso contrattualizzato per un numero di ore superiori del personale di ruolo. E’ pertanto, necessario riorganizzare e riqualificare le professionalità interne per procedere allo svecchiamento tramite prepensionamenti. Così come è giunto il momento di provvedere al cambio del contratto, in quanto è impensabile che si possa procedere ad applicare un contratto sottoscritto con le centrali delle cooperative . Un CCNL che crea molti malumori tra i dipendenti . L’Azienda speciale – ribatte Clara Crocè – non è una grande cooperativa . I colleghi che al momento della sua costituzione si sono ritirati sull’Aventino ,non partecipando, nel tentativo di boicottare la costituzione della Società, non possono disconoscere che l’Azienda, oltre a dare servizi all’utenza, unica in SICILIA E UNA DELLE POCHE IN TUTTA ITALIA, garantisce puntualmente stipendi e occupazione. La FIADEL non consentirà che l’Azienda possa diventare uno stipendificio per ingrassare le tessere sindacali di chi prima ha messo fuori dalla porta con la long list il personale che aveva diritto e oggi pretende che lavoratori che sono stati impegnati per decenni nei servizi sociali comunali possano essere scavalcati da furbetti nella long list, da persone che non hanno titolo oppure da presidenti di cooperative falliti che oggi lavorano grazie proprio alla long list. I vertici della Messina Social City e il Sindaco Cateno De Luca non consentiranno sicuramente che possano essere ripetute le ingiustizie che hanno caratterizzato negli anni passati le discriminazioni nella gestione dei servizi sociali e soprattutto non consentiremo il protagonismo della Triplice che ancora oggi non ha compreso cosa sia realmente l’Azienda speciale . Sentir parlare ancora di assistenza all’interno di una Azienda quale la Messina Social City che è nata per il superamento delle logiche assistenziali e per la promozione delle politiche sociali significa che la Triplice non ha compreso nulla! Menzionare il Welfare di prossimità e parlare di Assistenza equivale ad una piena e matura contraddizione dello loro stessa ragione d’essere” conclude Clara Crocè

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