Fondi del Teatro Vittorio – Croce, SIAD CISAL, ” Vittoria di Pirro. Neanche un euro andrà agli orchestrali. Come da tradizione”

Fondi del Teatro Vittorio – Croce, SIAD CISAL, ” Vittoria di Pirro. Neanche un euro andrà agli orchestrali. Come da tradizione”

 

“Apprendiamo tramite un post sui social del sovrintendente del Teatro Gianfranco Scoglio dei suoi ringraziamenti ad alcuni deputati messinesi per avere approvato una norma che consentirà al Teatro di Messina di programmare la stagione musicale” scrive in una nota Clara Crocè del SIAD CISAL.

Il post in questione si riferisce al comunicato stampa inviato ieri dall’onorevole Elvira Amata con il quale annunciava di aver reso disponibile per la stagione 2021/2022 di € 900.000,00 accantonati in bilancio ed inutilizzabili per la mancata sussistenza delle condizioni di legge per la stabilizzazione dei professori d’orchestra.

“Si tratta- dichiara Clara Crocè della Sindacato autonomo SIad CISAL – di una vittoria di Pirro per l’On.le Amata e per i deputati Messinesi i quali hanno raggiunto il loro scopo sulla pelle dell’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele, da rendere inutile e dannosa la stessa vittoria.

 

Ieri tra gli emendamenti approvati in aula è approdato un emendamento per modificare la norma che prevede la destinazione del 20% del contributo quale vincolo per la stabilizzazione dell’Orchestra .. Adesso il nuovo testo recita “ove ne ricorrano le condizioni”…. ovvero questa somma può essere utilizzata anche per altro. Forse ai deputati messinesi in capo alla stessa Amata sfugge che in questi anni il Teatro ha agito in deroga ALLA NORMA. I nostri deputati invece di pretendere la stabilizzazione dell’Orchestra come è avvenuto in altre realtà Palermo e Catania privano gli stessi di ogni reale possibilità” continua Crocè.

“La Amata omette di dire due cose:

1- Nessuna amministrazione, soprattutto quella attuale, anche in caso di novità normative, avrà mai la volontà di dotare quel carrozzone di un’orchestra. Troppi gli appetiti e gli interessi trasversali.

2) Di questa somma all’orchestra non arriverà nulla, nemmeno i 30 giorni di attività annuale e non perché si campi con quelle trenta giornate, ma perché nessuna formazione potrà mai crescere qualitativamente con meno di trenta giorni di lavoro (fatti peraltro in modo discontinuo). Questo è fatto incontestabile. I 900.000,00€ si perderanno in mille rivoli, voci e contro voci. E siccome viviamo nella città dell’abbozzo, della mediocrità assurta a roba sensazionale questo è norma. Adesso faranno la loro stagioncina con un po’ di questo, un po’ di quello e ancora un altro po’di quello e saranno tutti contenti, compreso i Fratelli d’Italia, i  Deputati , l’Assessore Messina e vertici del Teatro”, sottolinea Clara Crocè .

“Al loro posto proverei solo vergogna .Un teatro che ancora deve liquidare le somme per la stagione del 2019 e che ha costretto ad alcune associazioni ad operare in nero non può gioire per fondi che come al solito non andranno alla motivazione a cui erano destinati. Noi di SIAD CISAL chiediamo quindi fortemente che non Appena la norma sara’ in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana il Teatro destini i 900 mila euro esclusivamente per l’attivita’ dell’Orchestra” conclude Crocè.

Va inoltre ricordato che diversi prof. d’orchestra rinunciano pubblicamente e in difesa della dignità della propria professione, alla ridicola e umiliante quota(di compenso mai onorato)derivata da un accordo scellerato fatto due anni fa, che l’E.A.R. “Teatro Vittorio Emanuele” intese stringere con un’associazione esterna di fatto svendendo la propria orchestra.

“Dopo ventiquattro mesi di peripezie oggi, dall’alto della loro munificenza, lor signori offrirebbero quindi una percentuale sul contratto(non onorato)di quel che fu l’incasso, così assolvendo di fatto sia l’associazione sia l’ente stesso; un ente, ricordiamolo, PUBBLICO.
I professori di cui sopra invitano l’ente a dar in beneficienza gli ingiusti proventi del proprio lavoro.
Si tace, per il momento, su un’altra associazione cittadina col quale il teatro, sempre in quei frangenti, intese stringere accordi sulla pelle dell’orchestra”.

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