Bocciatura TARI: De Luca non ingoia il rospo, “Bocciatura atto di mafiosità”. Ma a Messina costa più che a Napoli

Bocciatura TARI: De Luca non ingoia il rospo, “Bocciatura atto di mafiosità”. Ma a Messina costa più che a Napoli

 

MESSINA, 8 LUG – Non digerita dal sindaco di Messina, Cateno De Luca, la bocciatura clamorosa che il consiglio comunale ha riservato alla delibera con le nuove tariffe TARI per Messina. Un aumento che in molti hanno definito “ingiustificato” a fronte di un servizio, quello del porta a porta, non all’altezza di tali tariffe.

“La città è sporca”, la città “è invasa dai rifiuti”, “la raccolta non funziona così come lo spazzamento che è inesistente”: è quanto scrivono da più parti le associazioni di cittadini ed i comitati spontanei, ma anche molti cittadini direttamente sulla pagina social del Sindaco. Insomma un malcontento che ieri è stato interpretato dalla maggioranza dei consiglieri comunali, tranne l’aliquota del gruppo misto che come sempre ha apposto il sigillo del “si” alla delibera deluchiana.

Un “no” che De Luca ha liquidato quale “atto di mafiosità decretato dalle lobby politiche”. “Mafiosità” è un termine che De Luca usa spesso, a cominciare dalla “Lupara Giudiziaria”, e che sembra aver ormai pervaso ogni attività ed atto contro il Sindaco. “Un aumento del 9% della TARI che è ridotto rispetto ad altre città come la nostra che hanno previsto aumenti a due cifre” ha detto De Luca nella sua diretta di stamattina nella quale non ha perso l’occasione, il Sindaco di Messina, di insultare chi non la pensa come lui: “Vorrei dire a tutti quei COGLIONI che non leggono le carte che c’è stata una modifica normativa che ha imposto a carico di tutti i cittadini l’ammontare del fondo crediti di dubbia esigibilità, quello per intendersi relativo all’evasione della Tari che non viene recuperata dal Comune. Insomma come dire: “non siamo in grado di combattere l’evasione, quindi la faccio pagare a chi di norma ha sempre pagato”. Una norma questa “stabilita da PD(idioti) e da Cinque Stelle, quelli che governano” ha tuonato il Sindaco.

 

report del Servizio lavoro coesione e territorio della Uil dedicato al costo della Tari

 

Ma Messina rimane, anche con le vecchie tariffe, TERZA, nel 2020, a livell0 nazionale con 450 euro di tariffa. Davanti Reggio Calabria con 460.78 e Cagliari con 458.16. Messina dunque prima di Napoli, Catania, Genova e tutte le altre. Sono i dati del report del Servizio lavoro coesione e territorio della Uil dedicato al costo della Tari. Lo studio ha analizzato 105 città italiane, calcolando la tassa sulle utenze domestiche di una famiglia con quattro componenti, un’abitazione di 80 metri quadrati e un reddito Isee di 25 mila euro.

“Io ho ereditato anche queste schifezze” dice De Luca riferendosi all’evasione TARI, “Stiamo beccandoli uno per uno e sono circa 8 mila utenze” continua il Sindaco. Un’operazione recupero che però va avanti da circa 3 anni, considerato anche il primo anno di assestamento della sindacatura di De Luca.

Causa dell’aumento è stato poi, secondo il Sindaco, anche lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati: “Solo per il percolato abbiamo speso due milioni di euro lo scorso anno” tuona De Luca. “A Palermo la Tari aumenterà credo del 25%, anche a Milano è aumentata” continua e si giustifica il Sindaco, ma il punto è che quella di Messina era già ai massimi e che ogni ulteriore aumento la posiziona tra le città più care d’Italia. “Cosa accade adesso?” ha dichiarato De Luca “che stamattina ripresenteremo la delibera. La bocceranno? La ripresenteremo ad oltranza”.

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