Sindrome di Medea? Al Policlinico di Messina l’autopsia sulle salme di madre e figlia trovate impiccate.

Sindrome di Medea? Al Policlinico di Messina l’autopsia sulle salme di madre e figlia trovate impiccate.

 

1 giugno

Oggi la Procura di Patti, guidata dal giudice Angelo Cavallo, conferirà l’incarico alla dottoressa Patrizia Napoli di effettuare l’autopsia e l’esame tossicologico sulle salme di Mariolina Nigrelli, 40 anni, e su quella della piccola Alessandra, madre e figlia ritrovate impiccate in un casolare di campagna a Santo Stefano di Camastra. L’intento dell’esame è quello non solo di stabilire con certezza le cause della morte, ma anche di stabilire se Alessandra prima di morire con la madre, fu stordita o meno da sonniferi o sostanze simili. Da stabilire con assoluta certezza, quindi, la dinamica dell’omicidio suicidio.

La comunità di Santo Stefano di Camastra, intanto, si interroga sui motivi che hanno spinto Mariolina a darsi la morte ed a “portare con sé” anche la figlia Alessandra. Ieri un’assemblea presso la scuola media frequentata da Alessandra. Aria tesa anche per le dichiarazioni poi “aggiustate” da parte dello stesso parroco di Santo Stefano che all’agenzia nazionale ADN Kronos avevano lasciato intendere di “problemi di integrazione con i compagni di scuola” da parte di Alessandra. Dichiarazioni poi, come detto, subito corrette dallo stesso parroco: “Non ho alcuna informazione certa su eventuali problemi tra Alessandra ed i compagni“. Un dietro front che però non ha risparmiato polemiche nel paese.

Di certo c’è che qualche attrito tra Mariolina Nigrelli e le altre madri delle compagne di scuola di Alessandra, potrebbe esserci stato. Forse perché la giovane non vestiva alla moda, perché era “troppo” brava a scuola con voti altissimi? La madre di Alessandra si era più volte lamentata del fatto che nessuno invitasse Alessandra.

Una sindrome di Medea, con un amore tra madre e figlia elevato a livello di morbosità? Era risaputo del rapporto strettissimo, quasi morboso, tra madre e figlia. Un ruolo, quello di madre, di Mariolina, vissuto con orgoglio ed al contempo ansia. Da vivere assiduamente e assoluto, questo impegno, tanto che la Nigrelli aveva indicato nella sua carta di identità nelle caratteristiche “mamma, moglie e casalinga a tempo pieno“.

Le vedevi spesso camminare mano nella mano, madre e figlia, raccontano oggi in paese. Una ragazza brava a scuola, quasi da sembrare intenta, in ogni attività a non deludere la madre. Un rapporto tra moglie e marito conflittuale: quasi che la Nigrelli vedesse nel marito “un terzo incomodo” nell’educazione della figlia. “Proporrò la licenza media a pieni voti, alla memoria” dichiara la preside della scuola frequentata da Alessandra, e smentisce con forza qualsiasi tipo di bullismo o mancanza di integrazione nei confronti della giovane ritrovata morta. Eppure devono avere un senso quegli ultimi messaggi della mamma Mariolina sui social poco prima di darsi la morte e di portare con sé sua figlia: “Certe cose si capiscono solo dopo. Molto dopo. Troppo dopo“. Ed  accanto all’immagine di un albero sospeso fra le nuvole, con la frase di “Dark angel”: “Facile giocare con le parole. Difficile giocare con la vita. Schifoso è giocare con le persone“. Perché Mariolina Nigrelli ha scritto queste frasi? Contro chi sono state scritte? 

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