Messina – Via San Giovanni di Malta, “svuotata” di auto dalla Polizia Municipale. Ma nelle vie limitrofe il caos

Strada “svuotata” di auto dalla Polizia Municipale.  Cittadini indignati scrivono al sindaco: “Dove parcheggiamo?”
Nelle vie limitrofe regna il caos incontrastato soprattutto nei giorni lavorativi.  Preso di mira due volte solo un breve tratto, sabato mattina. “La cosa non ci riguarda”: la risposta di un vigile ad una signora multata che ha protestato. 
MESSINA (9 giu) – Marciapiedi di serie A e marciapiedi di serie B: cittadini puntano il dito contro un’operazione della Polizia Municipale avvenuta nei giorni scorsi in via San Giovanni di Malta a Messina. Sono sul piede di guerra e stanno scrivendo alle Istituzioni per chiedere chiarezza: il Comune in meno di un’ora ha incassato circa 2500 euro di multe prelevando “a sorpresa”, nella prima mattina di sabato, diverse auto nei pressi della sede interregionale dei Carabinieri e della DIA (Direzione Investigativa Antimafia), dove i residenti della zona parcheggiano da oltre 40 anni. La strada infatti ha un’ampia carreggiata in doppio senso e due larghi marciapiedi che consentirebbero la sosta (non a spina di pesce), almeno da un lato, senza impedire il percorso pedonale, passeggini o carrozzine per persone diversamente abili, e ciò avviene del resto in tutte le vie limitrofe del quartiere. 
Senza il “gradito fischio” di avvertimento che consente agli utenti di spostare il mezzo, la Polizia Municipale ha proceduto immediatamente non solo alla contravvenzione ma anche alla rimozione: 250 a testa tra verbale e ritiro auto, oltre alla paura di molti che la propria vettura fosse stata rubata, dato che mai prima d’ora alcuna macchina era stata prelevata in quella via. Un curioso accanimento: dopo che i carro-attrezzi hanno svuotato esclusivamente un punto preciso della strada, mezz’oretta più tardi (testimoniano alcuni vicini) gli agenti hanno fatto ritorno sul “luogo del delitto” per ri-multare le nuove auto (ignare della precedente carneficina), ma sempre nella stesso punto, senza visionare l’altra parte della stessa strada e minimamente le vie vicine seppur strapiene di mezzi in divieto di sosta, ogni giorno, h24. “Dove dobbiamo parcheggiare? E’ il titolo della lettera aperta che i cittadini dei palazzi adiacenti stanno appuntando, pronta per essere inviata al sindaco Cateno De Luca e al comandante della Polizia Municipale Domenico Signorelli e, per conoscenza, al prefetto di Messina Cosima Di Stani e al questore Gennaro Capoluongo, i quali ben conoscono l’area insistendo, proprio due traverse più giù della via San Giovanni di Malta, i palazzi sedi storiche della due istituzioni. “Anche su questi marciapiedi la sosta selvaggia è h24 ma soprattutto nei giorni lavorativi – proseguono nella lettera – Allora ci chiediamo se un passeggino o una carrozzina che ha difficoltà a passare via San Giovanni di Malta alta, scendendo poi nella stessa via o girando in via Placida o via Gran Priorato, giusto ad esempio, non trovi i medesimi ostacoli? La legge dovrebbe essere uguale per tutti. Nel resto del quartiere la sosta selvaggia di routine passa inosservata e le strade possono essere una gincana per i pedoni”. 
Nel sentirsi poi rispondere una cittadina appena multata “La cosa non ci riguarda” dal vigile in servizio dopo le opportune rimostranze, la questione lascia perplessi. Concludono nella missiva: “Il Comune di Messina dovrebbe aiutare e offrire servizi e soluzioni ai cittadini, non punirli per problemi che non hanno creato loro. Il sindaco De Luca ha portato avanti diverse battaglie di civiltà, ora deve intestarsi anche questa perché altrimenti sembrerà solo una succulenta occasione per fare cassa comunale a spese di cittadini onesti. Una soluzione, ad esempio, sarebbe quella di far tornare via San Giovanni di Malta ad unico senso (com’era una volta), creando una linea di sosta regolare sull’asfalto da un lato della via, lasciare totalmente liberi i marciapiedi e consentire a chi abita nella zona di parcheggiare senza sorprese. 
L’operazione “controlli a tappeto” di sabato scorso, si apprende dai giornali, è stata condotta dall’ispettore capo Andrea Bernava, capi turno Puglisi – Milazzo. “Controlli a zerbino… data la scelta precisa di qualche decina di metri, piuttosto che a tappeto” – concludono sarcasticamente i residenti nella missiva. 

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