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Domenica della follia: suicida l’assassino dei due bambini e dell’anziano ad Ardea

Domenica della follia: suicida l’assassino dei due bambini e dell’anziano ad Ardea

 

14 giugno

Domenica di sangue ad Ardea, cittadina di 50mila persone vicina al litorale a sud di Roma. Drammatico il bilancio di quella che viene descritta da alcuni testimoni come una lite per futili motivi: 4 morti, due fratellini, David e Daniel di 8 e 3 anni, un anziano di 84 anni che passava in strada in bicicletta, e lo stesso autore del triplice delitto.

Alle 11 di mattina un 34enne – fonti riferiscono che lo scorso anno era stato sottoposto a Tso, trattamento sanitario obbligatorio – ha esploso dei colpi di pistola in via degli Astri, frazione residenziale di Colle Romito, per motivi ancora da chiarire, bersaglio i tre. Inutili i tentativi di soccorso per i fratellini e l’anziano, sono giunti sul posto 2 elicotteri e 2 ambulanze ma le condizioni dei feriti sono apparse da subito disperate.

Dopo la sparatoria l’uomo si è asserragliato in casa, ore di tentativi di negoziazione da parte di un mediatore dei carabinieri e poi quando i carabinieri del Gis hanno fatto irruzione nell’abitazione a metà pomeriggio l’uomo – Andrea Pignani – è stato trovato privo di vita. I militari hanno fatto irruzione verso le 16.30, si sono aperti la strada facendo saltare in aria il portone della casa. Gli inquirenti riferiscono che l’uomo si è suicidato con la stessa pistola con cui aveva ucciso i bambini e l’anziano.

 

La scena del delitto: un comprensorio residenziale con villette a schiera a due piani nella parte alta di Colle Romito, a meta’ strada tra Ardea e Lavinio. Il presidente del Consorzio di zona, Romano Catini, racconta all’AGI: “Questa mattina l’uomo e il padre dei bambini stavano litigando, per futili motivi”.

E ancora: “Prima di sparare a loro, questa mattina, aveva già esploso dei colpi contro un’altra persona, ma non l’ha colpita”. L’uomo ricorda che il 34enne, “ogni tanto litigava con i vicini, aveva già dato dei problemi, anche per sciocchezze, talvolta esplodeva colpi di pistola, ma pensavamo fosse una scacciacani”.

In precedenza, anche il sindaco di Ardea, Mario Savarese, interpellato nella concitazione dei primi istanti dopo l’accaduto aveva parlato di “una persona instabile che già aveva manifestato comportamenti ostili. Si pensa che tutto sia accaduto per futili motivi”. Il 34enne sembra fosse stato seguito dalla Asl Roma 2.

“I genitori di Daniel e David sono distrutti e chiedono massimo riserbo e rispetto. Questa mattina i due ragazzi stavano giocando di fronte alla loro casa. Sono stati avvicinati dall’uomo, uno è stato sparato al petto, l’altro alla gola. È stata come una esecuzione”, afferma l’avvocato Diamante Ceci, difensore di Domenico Fusinato, padre dei due piccoli uccisi ad Ardea questa mattina e che sta scontando una condanna agli arresti domiciliari.

“Questa è una tragedia – prosegue Ceci-. L’omicida alcuni giorni fa aveva minacciato la propria madre con un coltello. Nel novembre scorso è morto il padre che deteneva l’arma regolarmente. Nessuno dei suoi parenti ha restituito quella pistola. Oggi l’ha trovata, è uscito di casa e ha ucciso tre persone. La terza vittima è stata ammazzata con un colpo alla testa, si tratta della persona anziana che era venuta ad Ardea a trascorrere il week end”.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, parla di “tragedia che lascia sgomenti”; il sindaco di Roma, Virginia Raggi, di “dolore immenso”; il candidato Pd per il Campidoglio, Roberto Gualtieri, pensa allo “strazio dei genitori” mentre Carlo Calenda, anche lui candidato al Campidoglio, invita a riflettere sulle “troppe armi da fuoco in giro”.

E il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini commenta: “È una tragedia assurda, ci lascia senza fiato”.

I DETTAGLI

Emergono nuovi dettagli della strage avvenuta ieri, a Marina di Ardea, vicino a Roma, quando un uomo armato e psicolabile ha provocato l’uccisione a sangue freddo di due bambini e di un anziano. L’assassino si è poi tolto la vita.

“Cinque minuti prima della sparatoria una pattuglia dei carabinieri di Marina di Ardea era andata a controllare che il mio assistito Domenico Fusinato stesse in casa a rispettare l’ordinanza di custodia ai domiciliari”. E’ quanto rivela l’avvocato Diamante Ceci, legale dei genitori dei piccoli David e Daniel uccisi ieri ad Ardea. Quella stessa pattuglia, secondo quanto riferito, una manciata di minuti dopo è intervenuta dopo l’allarme lanciato e il triplice omicidio.

“Abbiamo messo a disposizione degli investigatori le immagini delle nostre telecamere”. Lo rivela il presidente del consorzio Colle Romito, Romano Catini. “Siamo distrutti per quello che è successo – aggiunge il presidente, che ieri sera è stato sentito dai carabinieri -. Questa sera ci sarà un’assemblea straordinaria e decideremo eventuali iniziative per ricordare le tre vittime. Probabilmente faremo una fiaccolata nel consorzio. C’è anche un’associazione che si è proposta di pagare i funerali”. Oggi il consorzio ha le bandiere a mezz’asta in ricordo delle vittime.

LA STRAGE. Daniel e David avevano 5 e 10 anni e stavano giocando di mattina in un parco davanti a casa quando gli hanno sparato a bruciapelo e li hanno uccisi senza un motivo apparente. L’uomo che li ha colpiti ha poi tolto la vita anche a un pensionato di 74 anni che passava di lì in bici. Infine si è chiuso in casa e si è suicidato con la stessa pistola prima dell’irruzione dei carabinieri.

Una strage feroce e insensata si è abbattuta in una domenica di mare su un comprensorio residenziale, Colle Romito, ad Ardea, quaranta chilometri a sud di Roma. L’assassino aveva 35 anni, si chiamava Andrea Pignani, viveva con la madre in una villetta acquistata nel 2019, a poche decine di metri dal campetto del triplice omicidio. Laureato in ingegneria informatica, disoccupato, un anno fa, a maggio, era stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per aver aggredito la madre, ma non risulta che fosse attualmente in cura per problemi mentali. Secondo i carabinieri non usciva di casa praticamente da un anno. I vicini, altri abitanti del comprensorio, raccontano di quella pistola che tirava fuori per minacciare ogni volta che c’era una discussione, qualcosa che lo infastidiva, che fosse la potatura degli alberi o qualche rumore intorno a casa sua. Ma nessuno aveva sporto denuncia, secondo i carabinieri. Stamani verso le 11, a quanto ricostruito finora, Pignani è uscito e sulla sua strada ha incontrato Daniel e David che giocavano tranquilli. Gli ha sparato al collo e al petto e, racconta la nonna, “sono morti tenendo la mano del padre”, Domenico Fusinato, ai domiciliari in un’altra villetta di Colle Romito per reati di droga, ma subito accorso appena sentiti gli spari. Nel frattempo Pignani aveva colpito e ucciso con un proiettile alla testa anche Salvatore Ranieri, 74 anni, che passava in bicicletta e non conosceva né il suo assassino né i fratellini. Una quarta vittima, un uomo che stava andando a buttare la spazzatura, sarebbe sfuggita alla morte solo perché troppo distante per la gittata della pistola. Pignani è quindi rientrato in casa, si è chiuso dentro e per ore non ha risposto ai negoziatori arrivati sul posto per convincerlo ad arrendersi. Quando a metà pomeriggio un commando del Gis carabinieri è entrato nella villetta l’uomo si era già ucciso con la stessa pistola. La fine di una giornata di sangue non mette la parola fine sulla strage. Secondo il presidente di Colle Romito, Romano Catini, la presenza di una pistola – che era del padre del 35enne, una guardia giurata morta un anno fa – era stata più volte segnalata dai vicini spaventati. Ma agli inquirenti non risultano denunce. Si cerca un movente, ma non ci sarebbero stati contrasti tra Pignani e il padre dei bambini, quest’ultimo comparso nel 2018 in un’operazione dei carabinieri a Ostia contro gli scissionisti del clan Triassi, ritenuto avversario degli Spada. Difficile pensare a una vendetta spietata. Le indagini comunque proseguono per accertare l’esatta dinamica. Rimane il ricordo delle vittime. Di due bambini. racconta la nonna, “educati e rispettosi. Daniel, il più grande, aveva solo 9 e 10 in pagella”. E del 74enne Ranieri, in vacanza con la moglie a Colle Romito, dove aveva una seconda casa. Il sindaco di Ardea, Mario Savarese, racconta di un luogo tranquillo in cui nei decenni scorsi venivano a villeggiare anche personaggi politici noti. Alcuni abitanti di lungo corso raccontano invece di personaggi poco raccomandabili, alcuni dei quali ai domiciliari come il padre dei bimbi uccisi. Ma il vero movente di un massacro a freddo come questo sarà difficile da trovare, visto che l’autore si è poi suicidato.

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