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Sulla Sicilia anche il “rischio caduta razzi”. Stanotte l’impatto con l’atmosfera. Rischio per tutto il centro-sud

Sulla Sicilia anche il “rischio caduta razzi”. Stanotte l’impatto con l’atmosfera. Rischio per tutto il centro-sud

 

8 maggio

E ci mancava anche il rischio “caduta razzi” per la Sicilia, fra altre otto regioni del centro-sud. Il rischio arriva dallo spazio. E’ infatti previsto per stanotte alle 2.24 ora locale, l’impatto con l’atmosfera di una razzo cinese, sfuggito al controllo, il lanciatore spaziale cinese Lunga marcia 5B . Si tratta di un cilindro da circa 20 tonnellate. Il rischio è concreto ma non definito, in quanto non è chiara la parabola discendente ed il punto esatto sul quale il razzo potrebbe spargere i propri pericolosi detriti. A tal proposito si è tenuto ieri in serata un incontro a Palermo tra il Capo Dipartimento Fabrizio Curcio ed il Comitato Operativo della Protezione Civile al fine di analizzare i possibili scenari ed i territorio potenzialmente coinvolti. Il razzo è continuamente monitorato dal Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad) al Consorzio Europeo di sorveglianza e monitoraggio dello spazio dell’Unione Europea, del quale fa parte l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e al quale l’Italia partecipa con Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e il centro (Isoc Italian Space Surveillance and Tracking Operation Center) dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare e le traiettorie possibili tracciate coinvolgerebbero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Una finestra territorialmente molto ampia.

 

 

Stando a Holger Krag, Capo dell’Ufficio del Programma per la Sicurezza Spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea, è difficile valutare quanto materiale potrà arrivare a Terra dopo l’attraversamento dell’atmosfera, tuttavia non è da escludere che ne possa sopravvivere anche il 40 per cento. In ogni caso “I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici“, fa sapere la Protezione civile. “All’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti“. “È poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto, in linea generale, a chiunque avvistasse un frammento, la raccomandazione è di non toccarlo, e di mantenersi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti“.

 

 

 

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