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SILPOL Messina: Polizia Municipale “Indennità di funzione: LA FARSA DELL’ART. 23”

SILPOL Messina: Polizia Municipale “Indennità di funzione: LA FARSA DELL’ART. 23”

27 maggio –  Verrebbe quasi voglia di smorfiarlo come un numero del lotto se non si trattasse di una grave disattenzione che si somma alle tante altre, volute e non volute, che sono state operate nei confronti della Polizia Municipale di Messina. Il “23” si riferisce ad un articolo del C.C.D.I. (Contratto Collettivo Decentrato Integrativo) del 2019 che definisce l’indennità di funzione degli appartenenti al Corpo. Ai fini dell’attribuzione economica la verifica dei requisiti compete al dirigente che dovrebbe, nell’ambito delle sue prerogative, provvedere a designare il personale beneficiario.

Qui si evidenzia il primo dei problemi che accompagnano questa tortuosa vicenda e sta nel fatto che l’Amministrazione Comunale ha voluto al posto di un Comandante, come prevede la legge, un dirigente, che non avendo competenza specifica, sia in ragione di un’attività professionale diversa che per limitazioni ordinamentali, non riesce ancora oggi a comprendere quali siano le effettive attribuzioni degli operatori di Polizia Municipale e, di conseguenza l’attività che svolgono.

Ne deriva un’errata interpretazione e quindi applicazione del criterio rispondente alla previsione contrattuale del cosiddetto comma 4, lettera C dell’articolo in questione.

Ma vi sono ulteriori aspetti che caratterizzano questa farsa senza fine, fatta di note e contronote, di proposte e revoche che hanno portato a questa situazione di stallo attuale.

La prima: la carenza quasi assoluta di categorie D che sono deputate, in una situazione di normalità, ad assolvere le funzioni di “Responsabili” delle varie attività quotidiane che una struttura complessa come la P.M. è chiamata a svolgere. Da un art. 23 (CCDI), divenuto oggetto di tante titubanze e dubbi amletici sulla materia delle competenze, bastava saltare ad un altro art. 23 ed anche 24(Regolamento del Corpo), per avere le delucidazioni su chi siamo e cosa facciamo. Ma questo compito di chi è? Di un Ingegnere? Della Segretaria? Del Direttore Generale? Certamente no. E’ invece obbligo di un Comandante che in autonomia organizzativa e gestionale stabilisce, in ragione delle specifiche funzioni, l’assegnazione del personale sottoposto garantendolo e tutelandolo.

Seconda: ma siamo sicuri che i limiti della funzione di un operatore di P.M. si estrinsecano nell’attività esterna, e se si, da quale norma si desume? E se no, per quale motivo tale indennità dovrebbe essere corrisposta solo a chi svolge servizio esterno, atteso che lo stesso servizio viene già remunerato ai sensi dell’Art. 22 dell C.C.D.I? Non è invece vero che le prerogative della funzione sono intrinseche al profilo professionale, proprio per le attribuzioni derivanti dalla legge, quindi proprie di tutti gli operatori della P.M., che non sono paragonabili in alcun modo a quelle degli altri dipendenti dell’Ente?

E ancora, la parametrazione al grado rivestito in ragione del quale si sostanzia un’indennità differente, non diventa già questa il presupposto per il riconoscimento fattuale di una funzione connaturata alla professionalità e responsabilità acquisite?

Spiace dover fare queste considerazioni, amare, perchè chi valuta la Polizia Municipale lo fa senza riconoscerne i principi ed i valori del funzionamento.

E’ più che mai certo che qui nessuno sta rubando niente o sta mettendosi in tasca soldi a mò di regalia. Queste, sono risorse necessarie ai lavoratori che le attendono da due anni e che si sentono

discriminati rispetto agli altri dipendenti che, per indennità similare, sono stati ristorati senza badare a spese.

Oggi, buon senso e principio di giustizia imporrebbero la decisione di liquidare a tutti gli operatori di P.M. quanto dovuto, senza indugio, come era stato previsto nella proposta di Determina Dirigenziale n. 54704 del 16 Aprile 2021, peraltro avallata dal Direttore Generale nella riunione del 21 Aprile con i Sindacati; impegnandosi in quella sede a mettere in pagamento proprio in quel mese tutte le determine relative alle varie indennità presentate dai dirigenti e quindi anche quella sopra richiamata, impegno alla fine mantenuto solo con una parte dei lavoratori escludendo la Polizia Municipale. Quanto detto rappresenta il nostro contributo di concretezza e l’unica strada per definire questa vicenda che altrimenti rischia seriamente di approdare su altri tavoli, non prettamente contrattuali, e sarà la sconfitta di tutti.

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