Presentato al Palacultura il libro “Il poeta e la bambina” di Francesca Spadaro, un nuovo squarcio di luce su Nino Ferraù

Presentato al Palacultura il libro “Il poeta e la bambina” di Francesca Spadaro, un nuovo squarcio di luce su Nino Ferraù

 

21 maggio

E’ un nuovo squarcio di luce sul poeta messinese Nino Ferraù, quello donato alle pagine dal libro presentato oggi da Francesca Spadaro. Il libro, “Il Poeta e la bambina” , che oggi ha avuto come palcoscenico “sicuro” nel rispetto delle norme anti contagio, l’Arena Cicciò del Palacultura, fornisce una nuova ed inedita chiave di lettura di uno dei più grandi ed ancora poco conosciuti poeti siciliani. Nino Ferraù, originario di Galati Mamertino, ma trapiantato a Messina, dove morì nel dicembre del 1984, ha avuto una produzione poetica ed intellettuale enorme, che solo il fratello ancora vivente, Pippo Ferraù, presente oggi alla presentazione del volume della Spadaro, ha potuto e saputo raccogliere. Questa immensa mole di poesie, prose, appunti e lettere, a volte scritte anche su tovaglioli da bar, è stata generosamente messa a disposizione della docente e poetessa Francesca Spadaro che con il sostegno del suo editore, Armando Siciliano, è riuscita a trasfigurare in un romanzo che anche di più, spaccati commoventi ed immersivi di storia italiana e siciliana, di quella irripetibile e quindi preziosa.

La capacità descrittiva della Spadaro, unita al cuore messo a disposizione dal poeta Nino Ferraù, narra la civiltà contadina, il fascismo, il dolore e l’amore, la storia vista dagli occhi anche semplici di chi, nel volume, si esprime in dialetto siciliano, rammentando l’origine di tutto e di tutti. Un romanzo che “è poesia che si chiude per aprirsi in altra nuova ad ogni capitolo” è stato detto dai relatori presenti oggi, come Giuseppe Corica e Giuseppe Fontanelli, docente universitario di Letteratura Contemporanea. Un libro da leggere d’un fiato e poi da rileggere per rifletterci sopra. Un volume che dimostra, tra l’altro, quanto sia a volte insipiente il panorama poetico italiano recente e da chi dovrebbe rappresentarlo, visto che, in un premio letterario, si è stati capaci di premiare qualcuno che ha avuto il coraggio di copiare (anche nel titolo) una poesia di Nino Ferraù, spacciandola per propria. Visto che nessuno della giuria se n’è accorto. Evidentemente di Nino Ferraù è necessario e sicuramente utile, parlarne di più.

 

 

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