Polizia Municipale Messina – SILPOL “Nessuno creda di farci tacere”

Polizia Municipale Messina – SILPOL “Nessuno creda di farci tacere”

15 maggio – nota SILPOL Gemellaro

Non siamo abituati a fare difese d’ufficio ma, assumendoci le nostre responsabilità, a dire quello che pensiamo senza faziosità, rappresentando il pensiero e le aspettative generali degli iscritti; infatti sin dall’insediamento di quest’Amministrazione, abbiamo espresso in maniera chiara le nostre perplessità sul modo con il quale la stessa ha affrontato il tema ed il futuro della Polizia Municipale di Messina.

Ebbene, al di là delle offese, degli atteggiamenti quasi sempre irrispettosi verso gli operatori di P.M. e da ultimo anche di una sorta di accanimento a non voler corrisponderci quanto per contratto dovuto, abbiamo sempre cercato di far capire a chi amministra che la Polizia Municipale di una grande città come Messina non può mutuare modelli organizzativi di una micro realtà territoriale della provincia ma ha la necessità di volgere lo sguardo al futuro e a chi meglio di noi oggi cerca di garantire qualità di servizi ai cittadini e dignità ai lavoratori.

Ma tutto questo si è rivelato mera illusione non discostandosi l’Amministrazione di una virgola dalla posizione preconcetta assunta.

Accade così, nel torpore generale di una politica locale quasi stordita, che va a traino e non assume la responsabilità concreta di pensare e dare un futuro alla città, essendo solo brava, come dice un notabile titolato della materia, solo a fare la critica del giorno dopo…, che l’Amministrazione Comunale nell’ulteriore varo di una ristrutturazione burocratico-amministrativa, definita Organigramma e Funzionigramma, D.G. n. 202 del 24 Aprile u.s., oltre a striminzire ancor più l’organizzazione dell’Ente, dà un colpo risolutivo, quasi mortale, al Corpo di P.M., sopprimendo di fatto la figura del Comandante, creandone un surrogato, e riducendolo a mero Servizio di P.M., raggruppando funzioni e Sezioni senza alcuna consapevolezza di quali siano le attività, la formazione e la professionalità degli addetti che ancora oggi assicurano, tra le difficoltà note e pratiche che non si riescono ad evadere, che una struttura cosi operativa e nevralgica vada ancora avanti.

Anche quest’ultimo atto appare come il solito copione trito e ritrito, in cui si annuncia al popolo la crociata contro i profittatori, il partito del 27, i fannulloni etc. Copione che probabilmente tornerà utile per sdoganare un modello organizzativo quale manifesto elettorale e buon viatico per la imminente campagna delle regionali.

Ma ad entrare nel merito di detta operazione, oltre alle criticità già segnalate, si coglie un sottile risvolto. Si dà un altro segnale che può essere letto ed interpretato a valenza generale: trasferiamo dalla loro sede di lavoro, Palazzo Zanca, per la seconda volta, due sindacalisti che disturbano, che non hanno “salvato Messina tra le lacrime” e che sono rei di svolgere il loro ruolo sindacale, senza divagazioni e privilegi, nell’esclusivo interesse dei lavoratori.

Significherà qualcosa? Ma no, pura casualità, rotazione, ANAC, “riorganizzazione dei servizi!!” Chiariamo: noi non abbiamo mai inteso il sindacato come tutela dell’interesse personale o dello pseudoprivilegio legato al luogo fisico della sede di lavoro, perchè abituati a fare il nostro dovere in una struttura che per connotazione è operativa e, nello specifico del ruolo sindacale, continuiamo con impegno e spirito costruttivo a cercare di migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti ed in definitiva a dare maggiore qualità alle prestazioni che rendiamo alla collettività.

Quanto sopra merita però una riflessione: e se le motivazioni sopra richiamate fossero un attacco a chi è soggetto scomodo perchè non allineato?

Il S.I.L.Po.L. resterà fermo e determinato: da qualsiasi posizione o luogo continueremo ad essere liberi ed interpreti degli interessi della categoria della Polizia Municipale.

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