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Messina: CSA, “l’Amministrazione comunale tassa i dipendenti per un suo errore ma ‘dimentica’ di pagare gli arretrati”.

Messina: CSA, “l’Amministrazione comunale tassa i dipendenti per un suo errore ma ‘dimentica’ di pagare gli arretrati”.

 

15 maggio

Se vanto un credito di 1 euro ma sono al contempo debitore di 2, e se i soggetti sono gli stessi, in un Paese civile si andrebbe a compensazione a favore del maggior creditore. Un principio contabile logico ma che soprattutto sarebbe molto più efficiente e conveniente per un’amministrazione comunale, come quella di Messina, che già sotto di personale, si permette invece il lusso di aggravarsi di ulteriori pratiche contabili, al solo fine di rimediare ad un proprio errore. Ma cosa accade? Succede che il Comune di Messina dopo aver accreditato erroneamente ai propri dipendenti un importo superiore rispetto al dovuto, accortosi dell’errore, oggi, dopo non poco tempo, ne chiede la restituzione imponendo una rateizzazione a chi in tempi già così difficili, stenta ad arrivare a fine mese con ciò che guadagna. Ma, è ovvio, che se errore materiale c’è stato è giusto rimediare rimborsando il maggior importo erroneamente, ma per colpa del Comune, ricevuto.

Accade però che lo stesso Comune sia in debito nei confronti dei suoi dipendenti di un importo ben superiore al credito che vanta, sempre, ricordiamo, per proprio errore. Si tratta del corrispettivo relativo alla P.E.O. che risale non certo all’anno in corso, né a quello passato, ma addirittura al 2019! Importi ben al di sopra di quanto il Comune chiede ai propri dipendenti in restituzione.

Torniamo così all’incipit di questo articolo: in un Paese civile, con un’amministrazione pensante, sarebbe corretto procedere a compensazione e liquidare, per differenza, ai dipendenti importi che la legge impone che vengano pagati nell’immediatezza e non certo dopo due anni. Ed invece, accade l’esatto contrario: il Comune impone ai suoi dipendenti la restituzione dell’errore amministrativo contabile con una trattenuta mensile per un anno e prossima ai 100 euro mensili, tralasciando di provvedere al pagamento del proprio debito nei confronti dei dipendenti comunali. Una logica che, dice il sindacato CSA che prende le distanze dall’iniziativa, contravviene ai tre principi cardine di una buona gestione: “Economicità, efficienza ed efficacia“. “Quando il Comune provvederà, invece, a pagare quanto dovuto ai propri dipendenti?” si chiede in ultimo il CSA.

Latest comments
  • Faccio una considerazione: per quale motivo viene messa la foto di questo signore che dovrebbe essere il primo cittadino di Messina,cosa rappresenta?Purtroppo a Messina non siamo in grado di capire le rappresentazioni del signor Si daco ,naturalmente se è lui ho un suo sosia,forse un barbone un senza tetto mah!

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