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AZIENDA OSPEDALIERA PAPARDO: DALL’ALTARE ALLA POLVERE!!!!

AZIENDA OSPEDALIERA PAPARDO: DALL’ALTARE ALLA POLVERE!!!!

23 maggio

“La UIL e la UILFPL di Messina esprimono fortissime preoccupazioni in merito alle notizie che pervengono dall’Assessorato regionale alla Salute riguardanti la bocciatura della Dotazione organica e del Piano triennale del fabbisogno del personale dell’A.O. Papardo. Tale scellerata determinazione sembrerebbe rappresentare un cinico disegno politico che, partendo da molto lontano, punta a declassare la prestigiosa Azienda Ospedaliera della città di Messina con grave danno e nocumento per la collettività e per i lavoratori della struttura” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, Giuseppe Calapai, segretario generale Uil Fpl, Corrado Lamanna, coord.re prov.le Area Medica Uil Fpl, e Livio Andronico, segretario aziendale Uil Fpl.

“Nessuno deve dimenticare che l’A.O. Papardo era stata classificata DEA di secondo livello, ma la politica sanitaria declassò tale azienda a DEA di primo livello, mortificando diverse unità operative, quali ad esempio malattie infettive, neurochirurgia, oculistica, chirurgia vascolare e chirurgia plastica che da strutture complesse furono declassate in Strutture Semplici dipartimentali, tutto avvenuto in violazione della legge Balduzzi. Non bisogna inoltre dimenticare che la provincia di Messina ha avuto riconosciuto un solo DEA di secondo livello, a differenza della città di Catania che ne ha avute classificate ben tre. Pertanto, l’ulteriore ingiusto ed ingiustificato schiaffo sferrato nei confronti dell’Azienda Papardo non può in nessun modo passare inosservato o derubricato ad atto di normale amministrazione” hanno proseguito Tripodi, Calapai, Lamanna e Andronico.

“Fra l’altro, si appalesa la totale mancanza di un doveroso riconoscimento rispetto all’importante ruolo che il presidio ospedaliero Papardo ha rivestito contro la lotta alla pandemia causata dalla Sars Covid 19. Tutto il personale sanitario coinvolto si è adoperato con grande abnegazione e professionalità garantendo la piena funzionalità di otto posti di terapia intensiva, nonché le degenze nei reparti di malattie infettive e di pneumologia Covid sub-intensiva, dove sono stati ospedalizzati anche pazienti provenienti dalle altre province della Regione Sicilia. Contestualmente sono state garantite tutte le altre specialità di area medica e chirurgica di emergenza, senza nessuna riduzione dei posti letto. Vi è, inoltre, la possibilità di attivare nuovi posti letto che incrementeranno quelli già esistenti nelle Strutture Complesse: l’imminente attivazione dei nuovi posti letto sta avvenendo senza che nessuno si preoccupi di quanti medici, infermieri, OSS ed ausiliari serviranno per farne fronte. Tutto ciò rappresenta fonte di ulteriore preoccupazione per i lavoratori del Papardo” hanno continuato i sindacalisti della Uil.

“Messina non può subire questa nuova mortificazione attraverso il drastico taglio di servizi sanitari e di posti di lavoro. La UIL e la UIL FPL di Messina non ci stanno, dicono basta ed avvieranno insieme alle forze sociali e alle forze politiche disponibili e di buona volontà, tutta una serie di iniziative finalizzate a difendere e salvare l’esistenza dell’Azienda Ospedaliera Papardo” hanno concluso Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, Giuseppe Calapai, Segretario generale Uil Fpl, Corrado Lamanna, coord.re prov.le Area Medica Uil Fpl, e Livio Andronico, segretario aziendale Uil Fpl.

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  • C’è da dire che sugli altari non s’è stato mai il Papardo, forse solo nei primissimi anni. Poi il declino rapido e irreversibile. C’è da dire che è in buona compagnia, praticamente anche TUTTI gli ospedali dell’ASP 5 sono allo sfascio totale. E il covid non c’entra niente. Mistretta morto, S. Agata agonizzante, Patti inesistente, Barcellona stramorto, Milazzo, sta lì per finta. Lipari no comment. Reggeva solo Taormina ma a quanto sembra anch’esso sulla buona strada per sparire. Qual è lo scopo di tutti i manager che si sono alternati alla guida dell’ASP? Probabilmente favorire Catania e Palermo, oltre che, indirettamente, le cliniche private.

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