La Municipale sequestra mascherine per bambini non conformi ad esercente messinese

La Municipale sequestra mascherine per bambini non conformi ad esercente messinese

 

1 aprile 2021

Su disposizione dell’Assessore Avv. Dafne Musolino, continua senza sosta l’attività di controllo della Sezione di polizia specialistica diretta dal comandante vicario Commissario Giovanni Giardina finalizzata alla salvaguardia e sicurezza alimentare e tutela della salute pubblica Ormai da qualche giorno infatti una squadra di professionisti del settore di polizia commerciale coordinata dall’ispettore capo Cifala’ Giuseppe e appositamente voluta dal Vicario Giardina, sta effettuando numerosi controlli presso supermercati e grandi strutture di vendita al fine di prevenire frodi alimentari e illeciti commerciali soprattutto nel vigente periodo pasquale che come ovvio vede incrementarsi esponenzialmente la vendita verso il consumatore finale. L’attività, tutt’oggi in corso, ha già portato al sequestro di alimenti posti in vendita oltre la data di scadenza. I poliziotti hanno infatti accertato la presenza nei banchi di vendita di generi alimentari scaduti anche addirittura a ottobre dello scorso anno. Oltre al sequestro è stata comminata all’esercente una sanzione da 10.000 euro. Ma ancor più grave, visto la destinazione finale, è quanto accertato dagli agenti dell’annona presso un grande punto vendita ove si è appurato che erano poste in vendita dispositivi di protezione, con tanto di marchi CE del tipo ffp2, destinati a bambini. Infatti, come peraltro già rappresentato da recenti servizi giornalisti, non esistono tutt’oggi sul mercato dispositivi di protezione del tipo ffp2 omolologati e certificati per bambini, tanto che qualsivoglia certificazione ivi apposta non può essere ritenuta a norma, e quindi il rischio è quello di fare indossare ai piccoli bambini maschere non solo non certificate ma ancor più prive dei requisiti di sicurezza e filtraggio anticovid. Immediato è scattato il sequestro di una cospicua quantità di mascherine oltre ad una sanzione amministrativa di 30.000 euro per il gestore dell’esercizio. Pronta anche una informativa all’autorità giudiziaria per ritenuti rilievi penali riconducibili a quanto accertato dagli agenti e non è da escludersi ulteriori risvolti ancor più gravosi sulla vicenda.

 

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