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CSA: “Città Metropolitana: cantieri ed uffici comunali con misure di sicurezza anti Covid non rispettate”

CSA: “Città Metropolitana: cantieri ed uffici comunali con misure di sicurezza anti Covid non rispettate”

 

8 aprile 2021

Il CSA pone l’attenzione sulle misure di sicurezza anti contagio poste in essere presso alcuni degli uffici e dei cantieri dei Comuni della Città Metropolitana di Messina. Secondo l’organizzazione sindacale sarebbero non rispettate. E’ così che il CSA scrive al Sindaco metropolitano, ai Sindaci della Provincia, all’Ispettorato del Lavoro e per conoscenza al Prefetto di Messina. Il CSA sottolinea che è ben diversa la situazione presso la sede della Città Metropolitana dove le norme sono applicate grazie alla supervisione del responsabile della sicurezza, Sandro Mangiapane.

“Questa O. S. stante le molte proteste di lavoratori che non vedono rispettate le norme essenziali previste nei vari protocolli: controllo della temperatura dei soggetti che entrano nei locali di servizio, sanificazioni dei locali e delle suppellettili, ricevimento solo per appuntamento ecc., ritenne che si debba maggiormente attenzionare il rispetto delle superiori norme, con personale all’uopo designato, non neanche sottaciuto che gli stabili spesso non sono in regola con le norme attinenti la sicurezza sui luoghi di lavoro ai sensi del Dlgs 81/2008.
Per quanto esposto sarebbe opportuno organizzare controlli mirati “a sorpresa” e provvedere alle necessarie sanzioni affinché si comprenda che il rispetto delle norme e dei protocolli è dovuto non solo sulla carta.
Con la presente si rappresenta ai soggetti in indirizzo, che con il protocollo in oggetto citato inerente le vaccinazioni, i soggetti pubblici e privati devono predisporre appositi piani con informativa ai lavoratori, con le seguenti modalità:

“1. L’iniziativa che forma oggetto del presente Protocollo, finalizzata in particolare a realizzare l’impegno delle aziende e dei datori di lavoro alla
vaccinazione diretta dei lavoratori che a prescindere dalla tipologia contrattuale prestano la loro attività in favore dell’azienda, costituisce un’attività di sanità pubblica che si colloca nell’ambito del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 predisposto dal Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica.

2. I datori di lavoro, singolarmente o in forma aggregata e indipendentemente dal numero di lavoratrici e lavoratori occupati, con il supporto o il coordinamento delle Associazioni di categoria di riferimento, possono manifestare la disponibilità ad attuare piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2 (Covid-19) nei luoghi di lavoro destinati alla somministrazione in favore delle lavoratrici e dei lavoratori che ne abbiano fatto volontariamente richiesta. A tal fine, i datori di lavoro interessati si attengono al rispetto delle Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro richiamate in premessa (di seguito: Indicazioni ad interim) – che, allegate al presente Protocollo, ne costituiscono parte integrante – nonché di ogni altra prescrizione e indicazione adottata dalle Autorità competenti per la realizzazione in sicurezza della campagna vaccinale anti SARS-CoV2/Covid-19. La vaccinazione di cui al presente Protocollo potrà riguardare anche i datori di lavoro o i titolari.

3. Nell’elaborazione dei piani aziendali oggetto del presente Protocollo, i datori di lavoro assicurano il confronto con il Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole contenute nel Protocollo del 24 aprile 2020, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva e delle particolari condizioni di esposizione al rischio di contagio e con il supporto del medico competente, ovvero con altri organismi aziendali previsti nell’ambito dei Protocolli di settore.

4. I piani aziendali sono proposti dai datori di lavoro, anche per il tramite delle rispettive Organizzazioni di rappresentanza, all’Azienda Sanitaria di riferimento, nel pieno rispetto delle indicazioni ad interim e delle eventuali indicazioni specifiche emanate dalle Regioni e dalle Province Autonome per i territori di rispettiva competenza.”

Più volte abbiamo scritto per il rispetto delle regole, ma ciò stesso avviene solo su “carta”, ci auguriamo che finalmente tutti i soggetti interessati capiscano che non bastano i proclami, ma bisogna agire con controlli mirati.

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