Covid Sicilia: nuove zone rosse, ma l’Isola rischia di mutare tutta in rosso da lunedì. Ritardi nelle misure restrittive?

Covid Sicilia: nuove zone rosse, ma l’Isola rischia di mutare tutta in rosso da lunedì.

Ritardi nelle misure restrittive?

 

15 aprile 2021

L’indice RT dei contagi non mostra nulla di buono in Sicilia: con i contagi di ieri l’Isola mostra di essere terza per contagi dopo Campania e Lombardia e questo dato, pari al 5.2%, contro una media nazionale di 4.8% la sta facendo correre sempre più verso la dichiarazione di zona rossa. D’altronde la decisione di ieri, firmata da Musumeci, di proclamare la zona rossa per altre province siciliane, conferma questa previsione sulla quale si saprà venerdì prossimo. Tutto questo accade mentre il Governo prepara le riaperture anche con ristoranti e bar aperti la sera. Una beffa che verrà di certo molto mal digerita dalle associazioni di categoria.

Come scritto intanto ieri la dichiarazione di zona rossa per altre province, fra le quali c’è Francavilla di Sicilia, nel messinese: Caltanissetta; Biancavilla, in provincia di Catania; Centuripe, Pietraperzia e Regalbuto, nell’Ennese; Francavilla di Sicilia, in provincia di Messina; Lampedusa e Linosa, nell’Agrigentino; Mazzarino, nel Nisseno. Le nuove restrizioni – in vigore da venerdì 16 a mercoledì 28 aprile – riguardano: Catenanuova e Cerami, in provincia di Enna; Mussomeli, nel Nisseno; Sant’Alfio, in provincia di Catania. I provvedimenti, necessari per l’aumento considerevole del numero dei positivi al Covid, sono stati richiesti dalle amministrazioni comunali e a seguito delle relazioni delle Aziende sanitarie provinciali.

Tornando ai dati la situazione più preoccupante è quella di Palermo: l’ospedale Cervello e quello di Partinico, che accolgono i pazienti Covid, sono ormai pieni; una situazione analoga si registra anche a Termini Imerese. Alcuni pazienti in attesa sono stati dirottati all’ospedale di Petralia Sottana dove possono essere accolti malati a bassa intensità di cura.

Davanti alle commissioni dell’Ars il direttore della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute Mario La Rocca ha negato qualunque ritardo nella adozione di provvedimenti restrittivi. “Quando il governo Musumeci ha firmato l’ordinanza per la ‘zona rossa’ a Palermo, e poi anche nella provincia – ha spiegato -, il dato era di 209 contagi su 100 mila abitanti ma avevamo la percezione di una maggiore diffusione delle varianti e registravamo pure la pressione sugli ospedali. Quel dato ora è consolidato: l’incidenza è di 275 casi su 100 mila abitanti”. Una spiegazione che tuttavia non ha convinto l’opposizione. In particolare i parlamentari del M5s hanno lamentato l’assenza del presidente della Regione Musumeci che ha assunto l’interim della Sanità dopo le dimissioni dell’assessore Razza legate all’inchiesta della magistratura sui falsi dati che sarebbero stati comunicati al Ministero.

“Il Comitato tecnico-scientifico regionale non ha accesso ai dati, è un organo esterno. In nessun modo il Cts è coinvolto nella fase di raccolta dati e di trasmissione” si è difeso La Rocca rispondendo a una domanda del presidente della commissione Antimafia Claudio Fava. E proprio l’Antimafia regionale ha chiesto con una nota ufficiale ai dirigenti del soggetto attuatore per l’emergenza Covid, della Protezione civile regionale, della Centrale unica di committenza e ai dipartimenti della Sanità i dati sulle gare per beni e servizi, sull’assunzione di personale, sui conferimento degli incarichi.
“E’ uno dei capitoli in cui si gioca la credibilità della Regione”, ha detto il presidente Fava a conclusione delle audizioni. 

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