Covid variante inglese: perché fa paura ed il rischio re-lockdown. L’imperativo vaccinazioni

Covid variante inglese: perché fa paura ed il rischio re-lockdown. L’imperativo vaccinazioni

 

16 febbraio  2021

Variante VOC 202012/01, lineage B.1.1.7, è questo il nome scientifico della variante inglese del Covid, una mutazione del virus che sta tenendo con il fiato sospeso tutte le regioni. Maggiore contagiosità e probabile maggiore virulenza: queste le caratteristiche della variante che ha presentato anche un’incidenza di falsi negativi in fase di test rapido.

Sulla variante c’è un’indagine svolta dal Ministero della Salute partita l’8 di febbraio scorso, volta a comprendere il rischio diffusione nelle Regioni. A questa indagine hanno partecipato 16 Regioni ed 82 laboratori.

I risultati? La variante è stata identificata nell’88% delle regioni partecipanti (solo tre non hanno partecipato). Da questa indagine sono state così determinate le seguenti considerazioni:

Considerata la maggior trasmissibilità della variante studiata, e considerato l’andamento in altri paesi interessati precocemente dalla diffusione della VOC 202012/0, è prevedibile che questa nelle prossime settimane diventi dominante nello scenario italiano ed europeo;
 
Nel contesto italiano in cui la vaccinazione delle categorie di popolazione più fragile sta procedendo rapidamente ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate.
 
– Nell’attuale scenario europeo e nazionale caratterizzato dalla emergenza di diverse varianti è necessario continuare a monitorizzare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la circolazione delle diverse varianti del virus SARS-CoV-2;
 
– Considerata la circolazione nelle diverse aree del paese si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione,  inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto;
 
– Al fine di contenerne ed attenuarne l’impatto sulla circolazione e sui servizi sanitari è essenziale, in analogia con le strategie adottate negli altri paesi europei, rafforzare/innalzare  le misure di mitigazione in tutto il Paese per nel contenere e ridurre la diffusione del virus SARS_CoV-2 mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt < a 1 e l’incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi (in Italia e tale condizione si verifica con un valore di incidenza pari o inferiore a 50 nuovi casi x 100.000 in 7 giorni).
 
Lo studio è stato effettuato dall’Istituto superiore della sanità, dalla Fondazione Bruno Kessler e dal Ministero della Salute.

In Sicilia l’attenzione è molto alta, soprattutto nella parte occidentale dell’Isola. Se non sembra ci sia traccia della variante sudafricana, non sarebbe così per la variante inglese. Si è, infatti, registrata la rilevazione di 4 casi di sospetta variante inglese all’ospedale Garibaldi Nesima di Catania ed in alcune RSA. L’attenzione è massima soprattutto in casi di focolai a rapida trasmissione del contagio.

L’imperativo è dunque tracciare e vaccinare tutti il prima possibile, anche perché l’inoculazione del vaccino rende più facile affrontare la malattia anche in caso di variante. Maggiore attenzione, quindi, ed accelerazione nelle vaccinazioni soprattutto delle categorie fragili, altrimenti il rischio reale è un diffondersi di una variante capace di maggiore contagiosità e la necessità di un conseguente re-lockdown. 

 

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