Casa di riposo lager: “Ti ammazzo, devi morire…”, le intercettazioni shock

Casa di riposo lager: “Ti ammazzo, devi morire…”, le intercettazioni shock

 

 

22 febbraio 2021

“Ti prendo a bastonate, t’ammazzo a legnate”, “cosa inutile, prostituta… devi buttare il sangue qua e devi morire“, “tanto se muori che mi interessa“, sono solo alcune delle frasi rivolte agli ospiti della struttura, “I nonnini di Enza” di Palermo, che venivano presi a calci, schiaffi, strattonati e minacciati perché stessero seduti.

Oggi gli arresti dell’amministratore e di 3 dipendenti con l’accusa di maltrattamenti, lesioni personali e violazioni sulle norme della sicurezza. I titolari della struttura non applicavano, inoltre, alcuna misura di prevenzione al contagio da Covid-19.  I dipendenti della casa di riposo non facevano uso dei dispositivi individuali di protezione, pur entrando a contatto stretto in un luogo chiuso con soggetti anziani, particolarmente fragili. Proprio per questo motivo è stato predisposto un piano di accertamenti mirati alla tutela dei degenti, che sono stati tutti sottoposti a tampone per scongiurare il pericolo della insorgenza di focolai.

Le indagini dei finanzieri del nucleo di polizia economico – finanziaria di Palermo, diretto dal colonnello Gianluca Angelini, si sono sviluppate attraverso intercettazioni che hanno consentito di documentare episodi di maltrattamento, fisico e psicologico degli anziani. In meno di due mesi sono state, infatti, registrate decine di episodi di vessazioni e angherie attuate sistematicamente a danno degli ospiti, costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura.

Lo stesso gip nel provvedimento sottolinea che “il ricorso a forme di violenza fisica e morale da parte degli indagati non ha assunto carattere episodico ma costituisce espressione di un consolidato modus operandi contrassegnato dal sistematico ricorso a forme di prevaricazione e sopraffazione nei confronti degli anziani ospiti, spinti fino ad atti di vile aggressione alla loro sfera di integrità fisica, oltre al loro patrimonio morale”. La struttura è stata sottoposta a sequestro preventivo.

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