L’ASP, la battaglia per l’energia ed il contratto da dieci milioni di euro. Dove sta la verità?

L’ASP, la battaglia per l’energia ed il contratto da dieci milioni di euro. Dove sta la verità?

29 gennaio 2021

Partiamo da un presupposto: la verità sulla vicenda che vede protagonisti, l’ASP di Messina, il suo DG Paolo La Paglia e la direttrice amministrativa Catena Di Blasi, con la Engie energia e la Edison, passando per la Consip, la chiarirà solo la Magistratura. E speriamo davvero, nell’interesse dei messinesi sballottati tra ipotesi, articoli giornalistici, guerre personali, che luce si faccia al più presto. 

Fatta la dovuta precisazione, che avvolge di ipotesi anche quello che potremo scrivere noi, così come quanto scritto dalla Gazzetta del Sud, a firma della sua punta di diamante in fatto di cronaca giudiziaria, così come quanto contestato da un’altra firma meno “comoda” del giornalismo messinese per le sue inchieste. Il riferimento è a quanto apparso ieri sulla pagina blog di Michele Schinella.

Interpretazioni? Speculazioni? “Veleni”? Ciò che conta sono i fatti e su quelli si baserà, appunto, la Magistratura. E di quelli vogliamo riferire per chiarezza su una vicenda sulla quale si incardina l’ennesimo sbandamento della stabilità politica di Messina che di certo non bene fa ad una città allo stremo in un’epidemia che non mostra di allentare la sua morsa.

I FATTI

La vicenda dell’energia elettrica da fornire agli uffici ed alle sedi periferiche dell’ASP di Messina comincia nei primi mesi del 2019. Fino a quel momento, ed ancora dopo si vedrà, ad alimentare gli uffici dell’ente è la ENGIE S.p.a., un’azienda che fornisce più di 300 comuni italiani e 20 atenei, oltre a 3.500 istituti scolastici in tutta Italia. La Engie nasce, quindi, con una vocazione prevalentemente pubblica, anche se aperta ai clienti privati. Il problema però è che la società di fornitura di energia, luce e gas, non è iscritta sulla piattaforma CONSIP. La Concessionaria Servizi Informativi Pubblici, nata nel 1997 per gestire gli acquisti del Ministero del Tesoro, dal 2000, con a Legge finanziaria è affidataria dello Stato per la gestione della razionalizzazione della spesa pubblica per gli acquisti della Pubblica Amministrazione di beni e servizi. In poche parole ogni ente pubblico deve, prima di decidere l’acquisto di forniture, deve passare per Consip per potersi assicurare un risparmio previsto dagli accordi della centrale di committenza con fornitori accreditati ed iscritti sulla piattaforma. 

La ENGIE, come detto, non iscritta a CONSIP, ma fornitrice di energia elettrica all’ASP di Messina, nei primi mesi del 2019 propone una rinegoziazione delle condizioni di contratto, anche perché il contratto era “in odore” di scadenza. Riduzione del canone e lavori di efficientamento energetico dei presidi ospedalieri diretti da ASP Messina. Una proposta volta, quindi, ad ottenere, mediante agevolazioni di prezzo e di condizioni, una proroga del contratto per altri 10 anni. Contratto che sarebbe naturalmente scaduto il 30 gennaio del 2020, dopo ultima proroga accordata nel mese di dicembre 2020. Un contratto da circa 10 milioni di euro. 

La proposta viene sottoposta all’ufficio tecnico dell’ASP diretto dall’Energy Manager dell’ente, l’ingegner Carlo Olivo, passando con il parere positivo da parte dell’ufficio tecnico diretto dall’ingegner Salvatore Trifiletti, non è d’accordo alla sostanziale estensione del contratto per ulteriori 10 anni. Questi disaccordi e differenze di interpretazioni nella bontà dell’offerta ricevuta comportano un sostanziale traccheggiamento che porta a due proroghe del contratto che fa slittare la scadenza contrattuale con ENGIE di ben 11 mesi, arrivando poi con una terza proroga fino al mese di gennaio 2021. Ma perché la necessità di prorogare il contratto? 

ENGIE CONTRO EDISON

Il fatto è che la Consip ha una convenzione con Edison S.p.a. e che per il solo fatto di essere iscritta sulla piattaforma, impone all’ente ASP di procedere con la sottoscrizione del contratto di energia alla scadenza con Engie, non iscritta sulla piattaforma. Ed è qui che si annida il vulnus della vicenda.

Nel mese di gennaio 2020 dovrebbe esserci il naturale passaggio da Engie ad Edison alle condizioni previste da Consip. Ma è necessario che venga adattato il contratto di fornitura standard previsto dalla piattaforma alle esigenze e particolarità di ASP. Serve quindi tempo e tempo vengono concesse ben due proroghe, come detto, a favore di Engie. Ed è qui che tutto si rallenta: l’ufficio tecnico di ASP impiegherebbe, dalle risultanze, ben dieci mesi per elaborare una proposta per Edison che viene sottoposta al DG La Paglia solo 4 giorni prima della scadenza della proposta di Edison alle condizioni vantaggiose previste da Consip. Una finestra di tempo troppo breve per il direttore generale che deve valutare ed apporre la propria firma. Ed è così, visti anche i disaccordi sulla validità della proposta tra Energy Manager e responsabile dell’Ufficio Tecnico, che La Paglia si rifiuta di firmare. Servirà così la terza proroga che Catena Di Blasi, direttrice amministrativa, oggi sospesa da La Paglia, controfirma, a differenza da quanto dichiarato dalla stessa alla Gazzetta del Sud. La Di Blasi FIRMA. Quindi quale sarebbe la firma che la Di Blasi non avrebbe voluto apporre? Qual è la “scorrettezza” che fa incrinare il rapporto di fiducia con il DG di ASP, tanto da indurlo a decretarne la sospensione? Una sospensione di fatto che giunge proprio qualche giorno dopo il 24 dicembre del 2020, giorno della firma della terza proroga ad Engie. 

LA FIRMA NEGATA DALLA DI BLASI RISALE AL 2019

La firma non apposta dalla direttrice amministrativa Catena Di Blasi risalirebbe al 2019 e non al 2020. Quando cioè la Engie propone, la rinegoziazione con benestare tecnico dell’ENEA. La proposta viene rielaborata ed adattata dall’ufficio amministrativo ed arriva nel mese di dicembre 2019 sul tavolo della direttrice amministrativa che nega la sua firma, ipotizzando la non conformità legale dell’offerta. Oltre a Catena Di Blasi, non firma neanche il direttore sanitario dell’ASP, Domenico Sindoni. Così tutto si ferma fino al mese di gennaio 2021, con una raffica di proroghe di dubbia legittimità a favore di Engie e che pongono a rischio danno erariale l’ente. Ed è per questo che La Paglia sospende la direttrice Di Blasi: per non aver predisposto per tempo la procedura di affidamento della fornitura di energia alla EDISON.

Da sottolineare che il DG La Paglia, essendo responsabile legale dell’ASP, avrebbe potuto firmare anche da solo il placet esecutivo per la rinegoziazione con Engie, ma preferisce non farlo e l’operazione sfuma. Oggi si attende ancora la definizione con Edison. 

I QUESITI

Perché La Paglia non firmò nel 2019? Perché il DG sospende la Di Blasi un anno dopo? E la sospensione, così com’è, è legittima o è impugnabile essendoci difetti procedurali? Domande alle quali, come già scritto, risponderà solo la magistratura. Domande sulle quali, però, si annidano tutti i veleni nel vortice dei quali, i messinesi sono stati tirati in mezzo ormai da mesi.

 

L’articolo di Michele Schinella: http://www.micheleschinella.it/san/appalti-e-proroghe-illegali-allasp-5-veleni-giornalistici-sul-manager-paolo-la-paglia-la-sospensione-della-direttrice-amministrativa-catena-di-blasi-fondata-su-motivi-opposti-a-quelli-rivelati-in/

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