Covid ed il “caso” De Luca: tra scienza e politica, tra obiettività ed incapacità sta la libertà dei cittadini.

Covid ed il “caso” De Luca:

tra scienza e politica, tra obiettività ed incapacità

sta la libertà dei cittadini.

 

12 gennaio 2021 – di Carlo Callegari, dirigente nazionale Partito Animalista Italiano

La recrudescenza dell’epidemia certificata dai bollettini quotidiani della Protezione civile impone rimedi efficaci ed immediati per ridurre la
diffusione del contagio.
La legittimità delle disposizioni autoritative a tutela della salute pubblica è iscritta nei doveri costituzionali delle istituzioni repubblicane. La disponibilità di vaccini anticovid ottenuta in tempi accelerati conferma l’affidabilità della scienza come attività regina dell’intelligenza umana, il cui impegno di ricerca deve ancora dotarci di terapie e delle conoscenze sulle modalità di contagio del virus.
L’acquisizione progressiva dei risultati è il metodo della scienza, non il suo difetto. Pertanto sia l’ingenua fede nella scienza sia il perverso negazionismo sono entrambi, pur nella differenza, credenze antiscientifiche che possono indurre a decisioni rovinose.
Dato lo statuto epistemologico della scienza, appellarsi alla obiettività di dati suscettivi di interpretazioni controverse per giustificare penalizzanti limitazioni di libertà è sospettabile esercizio retorico preliminare ad intenzionali abusi di potere. Le misure anticovid varate e i sacrifici imposti non discendono da incontrovertibili premesse scientifiche da risultare necessari, ma sono scelte politiche opinabili, da valutare non solo col metro del risultato sanitario, ma anche nella prospettiva del futuro che preparano.
La riproposizione compulsiva di  provvedimenti restrittivi e punitivi col corredo di mappe dai colori cangianti, nella latenza di una volontà animata da idee e progetti che sappia bilanciare tutela della salute e diritti di libertà e dare senso ai sacrifici e certezza di ripresa, assomiglia piuttosto al comportamento coatto dell’ossessione di incapacità di fronte a una situazione tragica.
Il tentativo, rigettato a furor di popolo, del sindaco di Messina, Cateno De Luca, in perenne competizione per qualsiasi primato, di realizzare con una ordinanza l’agognata metamorfosi da ordinario amministratore eletto dei beni e dei servizi della comunità in patrono della salute dei messinesi, mutati da cittadini in sudditi, esprime la tentazione diffusa di sostituire il potere della modernità secolarizzata con l’autorità trascendente di un sovrano taumaturgo.

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