“Vigile coglione”: la CISAL chiede al Sindaco scuse pubbliche

19 dicembre 2020

Si chiamano AGENTI DI POLIZIA MUNICIPALE, e non vigili urbani. Partendo da questo assunto e chiarito questo, era scontato ed opportuno che si alzasse un muro di solidarietà in difesa di uomini e donne che giornalmente, con scarse risorse a disposizione, rischiano la vita ed il contagio da Covid per compiere il dovere a cui sono chiamati dall’Amministrazione comunale. E proprio da quest’ultima non si sarebbero mai attesi, gli AGENTI DI POLIZIA MUNICIPALE, che proprio il Sindaco, comandante in capo del Corpo, oltre ogni “non più gradito” dirigente o assessore, li tradisse pubblicamente.

L’appellativo “Vigile coglione”, offesa, gratuita e ingiustificata ed ingiustificabile, proferita da Cateno De Luca,  indispone, preoccupa ed innesca una levata di scudi che non fa bene per primo al sindaco.

E’ così che dopo il CSA, anche il CISAL, con Gaetano Giordano, segretario provinciale e Coordinatore Area Polizia Locale per tutta la provincia di Messina, ed agente della Polizia Municipale anch’egli, ricorda proprio al Sindaco De Luca che evidentemente “non ha ancora percepito che tali tipi di esternazioni non fanno altro che aizzare la cittadinanza contro tutti gli appartenenti al corpo ed in particolare contro coloro che giornalmente si devono confrontare con l’indisciplina e l’ineducazione che regna sovrana, mettendo a rischio l’incolumità degli stessi operatori di P. M.“. E c’è di più: “Qualora si dovessero palesare gli estremi, scrive Giordano, la S. S., in luogo di dette esternazioni del tutto deplorevoli, avrebbe la possibilità di adottare i provvedimenti disciplinari previsti dal C. C. N. L. evitando così di esporre alla gogna mediatica chicchessia e di esporsi lei stesso ad eventuali possibili denunce da parte del Comando e/o da parte del Sindaco e/o del vicesindaco e/o dell’assessore al ramo, così come avviene in ogni società civile, dove tutti gli uomini in divisa non vengono oltraggiati ma tutelati, dove le “Violazioni dell’art. 342 del Codice Penale (comma 1 e comma 2) non vengono consentite ad alcuno” .

“L’ Obbligo di ogni comando e soprattutto di ogni primo cittadino è quello di tutelare l’onorabilità dei suoi uomini appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, Condannando fermamente, sempre e comunque tutti i tipi di offese e di insulti. Il Corpo di P. M. è notoriamente sotto organico di circa 300 unità e le stesse sono utilizzate secondo precise scelte politiche, pertanto rientra nelle sue prerogative istituzionali quella di richiedere maggiore impegno e risorse umane da indirizzare al controllo della viabilità.
Tuttavia sembrerebbe che, nonostante le evidenti criticità relative ai servizi viabili più volte palesate anche dalla S. S., molte delle predette risorse umane, in particolare un numero cospicuo dei 46 neoassunti e dei 15 concorsisti neostabiluzzati , siano state distratte in altri servizi su input della Sua stessa Amministrazione”.

E’ così che Gaetano Giordano chiede al Sindaco scuse pubbliche al Corpo di Polizia Municipale: “La scrivente Organizzazione Sindacale è dell’avviso che la S. S. dovrebbe astenersi da dette pubbliche esternazioni, ravvedendosi e scusandosi pubblicamente per quanto fin ora manifestato, poiché tale linea di condotta oltre al mancato rispetto delle consuete procedure previste, potrebbe arrivare a determinare situazioni ben più gravi ed Ella ne sarebbe moralmente e giuridicamente responsabile”.

Gaetano Giordano CISAL

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