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Operazione “Ecobeach”: i reati ambientali, il patto criminale e le misure cautelari

16 DIC

L’operazione ha preso le prime mosse dalle indagini del 2016 scoprendo una vasta associazione criminale che fa capo ad un imprenditore messinese. I reati riscontrati dagli inquirenti vanno dall’attività illecita di smaltimento di rifiuti, traffico illecito di rifiuti e crimini posti in essere al fine di rendere occulto il sistema che nascondeva l’attività illegale della società Eco-Beach di Giardini Naxos. reati identificabili in falso in atto pubblico e corruzione di funzionari che dovevano controllare l’attività dell’impresa.

L’indagine coordinata dal procuratore di Messina, Maurizio De Lucia, prende le prime mosse dallo straripamento del torrente San Giovanni , a Giardini Naxos. Sull’alveo del fiume i carabinieri hanno identificato una strada realizzata per condurre allo stabilimento della Eco-Beach. Una strada ed un’area realizzata senza le dovute autorizzazioni e la valutazione di impatto ambientale. Ciò è stato possibile all’omissione di controlli da parte di coloro che erano stati preposti a farli. Così nella giornata di oggi le 16 misure cautelari poste in essere.

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