Oasi San Francesco: parlano gli operatori “Noi siamo rimasti a fianco degli anziani”

18 dicembre 2020

Dopo le precisazioni dell’avvocato della casa di riposo “Oasi San Francesco” srl, sono gli operatori a parlare. Coloro che nonostante la positività sono rimasti a fianco degli anziani ospiti della struttura. In sei e con turni h24.

“Dopo tutte le notizie lette sui vari giornali, social, TV è arrivato il momento in cui anche noi protagonisti di questa vicenda, facciamo luce su quanto accaduto realmente all interno dell’ Oasi San Francesco.
Purtroppo questo terribile mostro “Covid19” che da un anno circa ha sconvolto il mondo, si è intrufolato anche da noi, così come anche in altre strutture pubbliche e private, famiglie ed ospedali e non riusciamo a capire questo forte accanimento contro di noi.
In poche parole vorremmo spiegarvi come era la vita all Oasi prima che la sua immagine fosse distrutta dai giornalisti.
Dentro questa struttura il bene e l amore verso gli anziani è alla base di tutto, sia da parte di noi lavoratori, sia dal nostro responsabile.
Gli stessi ospiti lo possono confermare.
Il Signor Adriani, uomo eccellente ha sempre tenuto un comportamento impeccabile nei confronti degli ospiti e di noi operatori.
Ci ha sempre trattato come persone della famiglia, non ha mai dimenticato qual era il suo ruolo e nel bene e nel male lui è sempre stato presente in struttura.
A noi ci ha dato l opportunità di vivere una vita dignitosa, considerandoci veri operatori sanitari a differenza di molte altre strutture private messinesi.
La dimostrazione sta nel fatto che noi operatori per rispetto degli anziani della struttura, del nostro titolare, non abbiamo abbandonato il posto di lavoro, pur essendo positive, per tutelare la salute e l assistenza degli ospiti mettendo a repentaglio la nostra stessa salute.
Questa atteggiamento scrupoloso nei confronti del lavoro, che sia d esempio per gli altri, ci viene proprio insegnato dal nostro responsabile il S. Adriani.
Noi operatori che ci siamo trovati in questa situazione non siamo eroi, ma abbiamo agito con coscienza e rispetto, tutt’altro si può dire delle varie istituzioni del caso, (Asp, Comune, Servizi Sociali, Associazioni per la tutela dei malati) che ci hanno abbandonato a noi stessi.
In quei giorni di isolamento nessuno si è mai curato di valutare le nostre condizioni, solo dopo una settimana si sono presentati due medici dell’ Usca che hanno visitato gli ospiti, senza curarsi delle condizioni di salute di noi operatori.
A conclusione di questa lettera ci teniamo che l’ opinione pubblica sappia la verità, che non è quella riportata nei giornali dei giorni scorsi, ma è quella di noi operatori che abbiamo vissuto sul campo la vicenda.
L’Oasi San Francesco , il responsabile e noi operatori siamo sicuramente migliori di come ci avete descritto”.

 

 

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