L’ATM diventa focolaio e i Sindacati denunciano carenze nelle attività di prevenzione dal contagio. Intanto la Spa apre ai privati.

Comunicato FILT CGIL-FIT CISL-UIL TRASPORTI-FAISA-UGL-ORSA

Tanto tuonò che piovve i limiti dell’attuale management Atm Spa si manifestano tutti nell’emergenza Covid che già si trasforma in comodo alibi persino per aprire minacciosamente il trasporto urbano ai privati con una manifestazione di interesse pubblicata il 30 novembre u.s.
Mentre Atm diventa un focolaio con l’aumento esponenziale di dipendenti contagiati, tanto da costringere i sindacati a esporre denuncia per verificare le attività di prevenzione intraprese in questi mesi dal Presidente Campagna, con la recente manifestazione di interesse si utilizza l’emergenza Covid per scoprire le carte e cercare aziende private a sussidio del servizio urbano che Atm, alla luce dei fatti, non riesce a gestire.

Si palesa, anche in questo caso, una assoluta impreparazione dei vertici aziendali ai quali, verbali alla mano, già dal 24 luglio le organizzazioni sindacali avevano delineato progetti specifici per gestire il trasporto nell’emergenza Covid in house, senza ricorrere ai privati. Probabilmente oggi il re è nudo e le intenzioni erano diverse da quelle propagandate per il rilancio del servizio pubblico.
ATM è senza dubbio l’azienda cittadina che conta il maggior numero di dipendenti contagiati e giornalmente si annoverano nuovi casi. Il dato non sembra preoccupare i vertici aziendali, impegnati oltremodo nelle azioni sanzionatorie per mostrare i muscoli ai lavoratori. La gestione superficiale del conclamato focolaio ha costretto i sindacati a denunciare alla SPRESAL di Messina (denuncia in Allegato) l’assenza di comunicazione e trasparenza sugli interventi previsti in materia di sicurezza dai protocolli nazionali sulla prevenzione dei rischi legati al Covid 19 sui luoghi di lavoro.

Il programmato rilancio del servizio pubblico essenziale naufraga nell’insoddisfazione dell’utenza, nell’incapacità di gestire le emergenze ampiamente annunciate, tanto da richiedere il supporto dei privati, e nel goffo tentativo di scaricare le responsabilità sui lavoratori con azioni sanzionatorie e pressioni psicologiche che hanno oltrepassato i limiti del ridicolo.
E’ rocambolesco chiedere il supporto dei privati nella fase in cui si registra un calo esponenziale dell’utenza, dopo gli investimenti pubblici in uomini e mezzi, farsi trovare impreparati e chiedere supporti esterni equivale all’auto denuncia di incapacità gestionale.
E’ giunta l’ora che l’Amministrazione Comunale prenda atto dell’inadeguatezza del management aziendale e corra ai ripari prima che sia troppo tardi.

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