Denunciato il commerciante al lavoro nonostante positivo. Chiamato il giorno prima aveva detto di essere a casa.

7 – DIC

Il commerciante di informativa di via Garibaldi è stato denunciato per mancato rispetto della quarantena. Chi non rispetta l’obbligo di quarantena si macchia di una violazione più grave rispetto a chi commette altri tipi di illeciti. In poche parole: chi è positivo ed esce di casa quando sa che non dovrebbe, perché si trova in isolamento, commette un reato, quindi un illecito di natura penale. Così la Sezione Giudiziaria della Polizia Municipale ha provveduto a trasmettere la denuncia all’Autorità competente,

Ma cosa rischia il commerciante in questione e, più in genere chi viola l’obbligo di quarantena? La legge prevede la possibilità di contestare reati come epidemia colposadolosaomicidio o lesioni personali. Accuse pesantissime in alcuni casi, basti pensare che l’epidemia dolosa, cioè l’atteggiamento di chi volontariamente diffonde germi patogeni provocando un’epidemia, è punita con l’ergastolo . Reati che sono difficili da dimostrare. In ogni caso per i reati meno gravi, come il mancato rispetto di rimanere in quarantena e che non sia dimostrato che abbia arrecato danni ad altre persone, è previsto l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro. Arresto e ammenda, così come reclusione e multa, fanno sempre riferimento alla sfera del penale. 

Singolari le modalità con le quali si è proceduto ad identificare ed a contestare la violazione al commerciante in questione. Il soggetto sembra che avesse richiesto un tampone molecolare a proprie spese presso un laboratorio di analisi privato già ai primi di novembre. Ma, a suo dire si sarebbe dimenticato di ritirare il risultato. Fatto questo da dimostrare anche perché, ed è questo che risulta singolare, dopo innumerevoli telefonate da parte della Polizia Giudiziaria della Municipale, allertata della violazione continuata dell’obbligo di quarantena imposto dall’ASP, lo stesso commerciante aveva risposto all’ultima delle chiamate fatta dalla Giudiziaria dimostrando di essere a conoscenza di essere positivo e che “mai e poi mai mi muoverei da casa” avrebbe dichiarato. Ed invece nella giornata successiva proprio gli uomini della Giudiziaria lo hanno trovato in flagranza nel proprio negozio e senza mascherina.

Fatto ancora più grave quello di non aver avvertito i propri dipendenti del suo stato di positività. Ricordiamo che la moglie di uno dei dipendenti del negozio in questione è incinta. 

 

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