COVID e ospedali a Messina: pochi posti ordinari ed il Piemonte dove “non si riesce a sbarellare”

28 dicembre 2020

Cosa sta accadendo davvero a Messina? Qual è la situazione degli ospedali, oltre i numeri ufficiali? Dalle testimonianze a noi arrivate e dalle registrazioni ricevute di difficoltà da parte di operatori sanitari e di pazienti sembrerebbe che il Policlinico stia vivendo un momento di particolare difficoltà circa la disponibilità di posti ordinari Covid, cioè di quei posti per coloro che non presentano gravi sintomi ma che in ogni caso sono stati ricoverati per problemi respiratori. A quanto riferito sembrerebbe che proprio il Policlinico stia vivendo un momento di particolare saturazione. In base ad una testimonianza si opterebbe per dimettere chi ha la possibilità di continuare la propria degenza a casa, visto l’attenuarsi, ma non la scomparsa, di problemi respiratori, in favore di chi invece ha problemi tali da dover essere necessariamente ricoverato. Un problema funzionale che fa tornare con forza il problema dei posti non attivati e previsti, e di quelli che potevano essere attivati in più proprio per fronteggiare il problema della seconda ondata. E ciò visto che nonostante il vaccino si attende una terza ondata, o terzo picco dopo Natale. Ma è solamente questo il problema del Policlinico di Messina?

C’è infatti il “caso” Ospedale Piemonte: un messaggio arrivato in redazione segnala di una “difficoltà” se non “impossibilità” a sbarellare, cioè a far ricoverare pazienti non Covid, con tampone al seguito, che hanno problemi ordinari. Una sorta di “ostruzionismo” che spesso porta gli operatori a dover trasportare il malato al Policlinico che così si satura. Il Piemonte è dunque attrezzato a sufficienza per garantire i servizi di Pronto Soccorso che ricordiamo in fase di trasferimento all’IRCCS il dottor Bramanti aveva assicurato? Se la segnalazione è confermata dai fatti, e non ne abbiamo dubbi vista la provenienza qualificata, il Piemonte dovrebbe attrezzarsi per risolvere problemi di perdite di tempo importantissime: il paziente che arriva in ambulanza al P.S. del nosocomio gestito da IRCCS, il no allo sbarellamento ed al ricovero ed il trasporto in altro ospedale che non può essere che il Policlinico, con conseguente saturazione dei suoi posti. Fin quando questa guerra continuerà è necessario che tutti gli “avamposti” che sono gli ospedali, siano in condizioni di fare la propria parte, come crediamo che sia volontà anche dell’Ospedale Piemonte. Necessario dunque che la direzione o si adegui o cambi passo, anche con cambi radicali al vertice. Ne va della salute e dell’efficace lotta alla pandemia.

 

Join the Conversation

  1. Tiziana says:

    Sembra che le fonti giornalistiche di questo articolo facciano parte dei servizi segreti…non mi sembra un articolo serio, non è chiaro tra l’altro come spostare gli “ORDINARI NEGATIVI” dal Piemonte al Policlinico possa saturare i reparti COVID……..forse l’autore dell’articolo è un po’ confuso, prima di scrivere bisognerebbe approfondire gli argomenti di cui si parla e soprattutto intervistare anche la controparte.
    Certi che l’autore non si basi solo su ” vox populi” ma senta anche gli operatori del P.O. Piemonte ……..gli auguriamo un buon lavoro di serio approfondimento.
    Tiziane

    1. Giuseppe Bevacqua Author says:

      Credo che ad ognuno debba essere lasciato il proprio mestiere. Lei non sa quali siano le nostre fonti. Ma poi credo che le basterebbe ascoltare l’audio allegato per capire e per “credere”. ma evidentemente Lei è troppo “del mestiere” e fa parte del luogo di cui trattiamo. Cordialmente, Giuseppe Bevacqua

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top
Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: