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Fase 2 – La rabbia dei parrucchieri e degli estetisti: “Noi da sempre sicuri come sale operatorie. Siamo al rischio chiusura definitiva”

Messina, 6 maggio 2020

Noi siamo pronti ad aprire da sempre. Nelle nostre sedi abbiamo sempre messo in atto misure di sanificazione e sicurezza obbligatoria. Le nostre attività sono state sempre sicure come sale operatorie“, lo dice Giuseppe Walter La Spesa, parrucchiere messinese, che rappresenta un gruppo nutrito di artigiani del settore ed anche estetisti: attività allo stremo e che non si spiegano anche tante cose. “Non è arrivato nessun contributo. Ci hanno lasciati soli con bollette, affitti e tasse che a giugno dovremo pagare. Ma queste tasse non potranno essere pagate, non ci sono i soldi. Sarebbe bastato bloccare questi oneri per metterci in condizione di sopravvivere, ma visto che ciò non è stato fatto e che nessuna banca ha dato disponibilità per i prestiti garantiti dallo Stato e che tutti i nostri dipendenti attendono ancora la cassa integrazione, se il Governo non ci consente di aprire subito allora saremo costretti a farlo arbitrariamente: finora abbiamo rispettato tutte le regole ma adesso il rischio è di mandare in fumo anni di sacrifici” continua La Spesa.

Cassa integrazione per i dipendenti? E chi l’ha vista? Abbiamo potuto dare una mano ai nostri ragazzi ma fino ad un certo punto. Il finanziamento garantito dallo Stato somiglia molto ad una truffa” dice Sabrina, titolare di una nota attività di parrucchiere.

Ci attendiamo linee guida, regole ed un protocollo chiaro dal Governo, anche se dovrebbe essere il Premier Conte ed i suoi esperti a rivolgersi a noi per sapere come fare: chi meglio di chi lo fa da sempre può garantire davvero sicurezza per la nostra risorsa più preziosa, i nostri clienti” dice La Spesa. E conclude: “Su autobus di circa 30 metri quadri si consente l’accesso a persone che toccano tutto, respirano la stessa aria, a rischio continuo di assembramento, mentre nei nostri negozi, più grandi e più sicuri in termini di presidi di sicurezza, non si vuole consentire la riapertura se non dal primo giugno e con un massimo di uno o due operatori? E’ incredibile! Ci opponiamo a queste misure senza senso” conclude La Spesa.

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