COVID: “Mio suocero dimesso da 21 giorni ma ancora in ospedale in attesa di un tampone per poter uscire!”. Il paradosso della mancanza degli estrattori.

Messina, 7 aprile 2020

In questa emergenza pandemica vi sono anche risvolti kafkiani come ad esempio la situazione di un uomo ricoverato all’Ospedale Piemonte e da ben 21 giorni formalmente dimesso dallo stesso nosocomio, ma che NON PUO’ LASCIARLO perché attende un tampone che nessuno gli fa.

Mio suocero si trova ricoverato in ospedale Piemonte padiglione chiururgia per problemi di salute. Prima di dimetterlo (21 giorni fa) il dottore ha detto che per prassi, avrebbero dovuto fargli un tempone(Covid-19). Ancora oggi, dopo ben 21 giorni non abbiamo nessun risultato, e mio suocero si trova ancora ricoverato, in attesa di un risultato” scrive il nostro lettore. Una vicenda paradossale in un momento in cui c’è bisogno di posti letto. Ma il problema non è dell’ASP bensì della mancanza di “estrattori”, i reagenti che permettono di identificare la presenza del filamento di RNA del virus e di poter accertare la positività o meno. Così il suocero di chi ci scrive continua a rimanere in ospedale, nonostante sia stato dimesso.

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