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Coronavirus e “settimana bianca”: “Si informino i cittadini sulla reale dimensione del contagio”, così il Giudice Giorgianni a Musumeci.

Messina, 18 marzo 2020

Si informi la gente sulla reale dimensione del contagio“, così il giudice Angelo Giorgianni in una lettera aperta al Presidente della Regione Nello Musumeci. Secondo il Giudice la vicenda relativa al caso “Settimana bianca” è la cartina di tornasole di come non vi sia chiarezza sui dati reali del contagio e troppa riservatezza che “mina la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni“. Di seguito la lettera del Giudice Girogianni al Presidente Musumeci:

Lettera aperta al Presidente della Regione Siciliana

Egregio Presidente Musumeci
Il numero dei contagiati da coronavirus in Provincia di Messina che sino a venerdì scorso era sostanzialmente stabile (lievitando molto lentamente), sembra cresciuto nei giorni successivi in maniera sproporzionata, di pari passo con una incomprensibile riservatezza sui dati, a quel che sembra negati al Sindaco De Luca.

Infatti,quest’ultimo ha denunziato pubblicamente di avere appreso del primo contagio (con ricovero all’Ospedale Papardo) relativo alle Comitive di Madonna di Campiglio, dai social, solo nella giornata di Lunedì e di essersi attivato immediatamente per identificare i partecipanti (almeno 140), in una corsa contro il tempo per informarsi e informare sui contatti di persone eventualmente contagiate, per arginare una pericolosissima fonte di epidemia.

La gente non può che essere allarmata nel sentire il Sindaco della propria città, dopo avere segnalato Omissioni e Ritardi, dire “Non intendo fare diffondere il virus a causa della mala burocrazia” e conseguentemente, manifesta una giustificata preoccupazione per ipotetiche disattenzioni, sottovalutazioni o peggio ancora, puerili tentativi di nascondere o dissimulare alcuni problemi, con un complice silenzio.

In questo contesto, eventuali ritardi ed omissioni nelle doverose comunicazioni, potrebbero avere oggettivamente agevolato la riservatezza di pochi “eletti”, esponendo un numero indeterminato di persone a nuovi e più gravi rischi e suscitando, comunque, una massiccia protesta di messinesi indignati, che rischia di minare la fiducia nelle Istituzioni. Ora non sta a me valutare se ci sono responsabilità giuridiche di singoli, in esito a evidenti e pericolose violazioni di leggi ed alla eventuale incidenza di queste violazioni sulla diffusione dell’epidemia, o di rappresentanti di Istituzioni per omesse (colpose o dolose) comunicazioni e/o ritardi nell’adozione di provvedimenti, ma io e tutti i cittadini che come me hanno, nonostante i sacrifici, rispettato le regole, avevamo e abbiamo il sacrosanto diritto di essere informati,(per valutare ed adottare ulteriori precauzioni) e di reclamare con forza i provvedimenti necessari, senza ulteriori ritardi.

Illustre Presidente, io credo che l’informazione, in generale, deve essere tempestiva e corretta perchè i cittadini hanno il diritto di avere notizie reali sulla dimensione dell’epidemia, sulle risorse (umani e materiali) disponibili e sulle prospettive di contrasto, perché è in gioco la loro salute e quella delle persone a loro care.

Ma a prescindere dall’interesse dei singoli, nell’interesse pubblico deve essere rifiutata una logica inammissibile di sottodimensionamento, pericolosa perché nascondendo la reale dimensione dell’epidemia e sottovalutando i rischi, non responsabilizza adeguatamente i cittadini sulla crescente necessità del rispetto delle misure di isolamento.
Credo in tutto ciò e quotidianamente sono impegnato in un opera di sensibilizzazione e, pertanto, ricevo numerosi messaggi e telefonate, con cui mi vengono chiesti chiarimenti ed informazioni e manifestate preoccupazioni per quanto sta accadendo e per la salute propria e dei propri familiari, avvertendo questa epidemia come una minaccia diretta alla vita. Ognuno di loro ha anche la consapevolezza dell’impatto devastante che ha l’epidemia sulle nostre abitudini di vita, sulla nostra economia e sul nostro lavoro e guarda con angoscia al futuro. Tutti viviamo con tutte queste ansie , ma non è giusto che dobbiamo vivere anche nell’incertezza di non sapere quale è la diffusione del virus, di non sapere quanti e dove sono i contagiati o di doverci preoccupare del fatto che, per incomprensibili ragioni, non vi sia una piena collaborazione tra le istituzioni, come denunziato dal Sindaco De Luca.

Illustre Presidente, nella convinzione di interpretare un comune sentire a più persone e nutrendo sentimenti di rispetto, stima e fiducia nei suo confronti, le chiedo che, dopo gli accertamenti ritenuti utili, adotti i provvedimenti necessari, anche per restituire ai cittadini piena fiducia nelle Istituzioni .

ANGELO GIORGIANNI, Magistrato

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