CARABINIERI: Ricordati oggi i caduti di Nassirya nel “ground zero” italiano

Messina, 12 novembre

Alle 10.40 (ora locale, 8.40 in Italia) del 12 novembre del 2003 a Nassirya perdettero la vita 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito, un cooperatore internazionale e un regista, vittime di un attentato che uccide anche 9 iracheni e che provoca 58 feriti. I caduti di Nassirya sono stati ricordati oggi al Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina con una messa e la benedizione del quadro posto a loro ricordo. Erano presenti il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Luigi Robusto, il Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi ed il Sindaco Cateno De Luca.

Il 12 novembre un camion cisterna blu carico di esplosivo piombò a tutta velocità sul compound “Maestrale”, la caserma nella quale erano di stanza le truppe italiane in Iraq, chiamata anche “animal house”. Il primo a reagire è Andrea Filippa, il carabiniere di guardia all’ingresso che spoara ed uccide due kamikaze evitando così che il camion potesse esplodere all’interno della caserma e limitando così di molto le vittime. L’esplosione innesca, però anche il deposito di munizioni con una deflagrazione terribile.

Muore il carabiniere Filippa, con lui anche i colleghi Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi e Alfonso Trincone. Con loro muoiono anche i militari dell’Esercito Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi, Emanuele Ferrero e Pietro Petrucci, che scortavano la troupe di Stefano Rolla e il cooperatore Marco Beci che muoiono anche loro nell’esplosione. Là dove c’era il parcheggio, si apre un grande cratere. Il “ground zero” italiano.

La cerimonia è stata officiata dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri Sicilia don Rosario Scibilia, dal cappellano militare della Marina don Andrea Di Paola e dal cappellano della Polizia Penitenziaria Don Salvatore Alessandrà.

Al termine della celebrazione eucaristica il Generale Robusto ha voluto ringraziare i familiari delle vittime intervenuti, ricordando come l’Arma si sia sempre stretta attorno a loro condividendo il ricordo commosso, sempre vivo ed attuale, dei caduti per la pace ed ha aggiunto che tutti coloro che hanno scelto di prestare giuramento indossando l’uniforme sono consapevoli dei valori che incarnano “poiché indossare una divisa non vuol dire vestire un abito qualsiasi ma accettare consapevolmente il rischio di andare incontro al sacrificio estremo ed è questa coscienza che rende Eroi”.

Infine, apprezzando la sentita partecipazione dei giovani dell’Istituto artistico “Basile” alla commemorazione, il Generale Robusto ha posto l’accento sull’importanza di operare con i giovani educandoli con l’esempio a credere nei valori che sono segni distintivi di una fede, di un credo e di una disciplina, necessari per rispettare, amare ed onorare lo Stato e le sue Istituzioni.

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